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Pensioni anzianità e vecchiaia riforma Governo Renzi: novità e cambiamenti realizzabili subito e a costo zero.Per chi e quali sono

Come cambiare la riforma pensioni con sistemi di uscita anticipata a costo zero: le proposte ci sono ma non se ne parla per prossima Legge di Stabilità 2015




Soluzioni a costo zero eppure non contemplate come interventi sulle pensioni nella prossima Legge di stabilità. Se ne parla da tempo di piani come introduzione del prestito pensionistico; sistema contributivo da estendere anche agli uomini; e uscita anticipata a 62 anni, con 35 anni di contributi ma con penalizzazioni, eppure all’orizzonte non sembra essere contemplata alcuna novità per la riforma pensioni, né per garantire quella flessibilità tanto richiesta con uscita anticipata dal lavoro per volesse andare in pensione prima.

Entrando più nel particolare, si potrebbe capire come, nonostante la mancanza di risorse economiche sia il principale ostacolo per interventi sulla previdenza da parte del governo, qualcosa si potrebbe fare senza comportare alcuna spesa e, addirittura, arrivando a mettere da parte anche un tesoretto da reinvestire sempre nell’ambito previdenziale.

Estendere, per esempio, il sistema contributivo a tutti garantirebbe sì la possibilità di andare in pensione prima a lavoratori e lavoratrici pubbliche e privati, ma solo accettando di calcolare la propria pensione finale con calcolo, appunto, contributivo, e non più retributivo e scegliendo questa strada si percepirebbero assegni tagliati di oltre il 25%. Tali tagli andrebbero a rappresentare un primo guadagno. Ulteriori risparmi deriverebbero anche dall’introduzione di quel prelievo sulle cosiddette pensioni d’oro che, però, il premier Renzi ha garantito di non voler toccare.

Se, però, invece di applicare tagli alla sanità, che rappresenta un comparto da incentivare piuttosto che da ‘tagliare’, si applicasse il contributo di solidarietà del 10% sulle pensioni che superano i 3mila euro, si potrebbero accumulare nuove risorse da impiegare in una prospettiva di redistribuzione. Ciò significa che i soldi messi da parte verrebbero riutilizzati per aumentare le pensioni minime o per gli esodati.

Se sistema contributivo e prelievo di solidarietà garantirebbero, sul lungo periodo, nuove entrate, il piano del prestito pensionistico, così come le penalizzazioni previste per uscire a 62 anni e 35 anni di contributi, non prevederebbero costi, per cui ci si chiede come mai c’è tanta titubanza ad intervenire con tali soluzioni sulla riforma pensioni. Con queste soluzioni verrebbero meno anche le remore del ministro del’Economia Padoan che sempre ritiene non si possa intervenire abbassando l’età pensionabile per problemi economici.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il