BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Pensioni ultime notizie Governo Renzi: riforma, anticipata solo per alcuni torna in vigore. Discriminazioni continuano

Ancora in attesa di riforma pensioni Renzi e sistemi di uscita anticipata per tutti, novità per prepensionamenti ma solo per alcuni. Quali sono e cosa prevedono




Uscita anticipata, maggiore flessibilità in uscita, prepensionamento: sono queste le novità pensioni che ci si aspetterebbe, viste le continue richieste da parte di forze politiche e sociali, la maggior parte d’accordo sulla possibilità di cambiamento della riforma pensioni attuali che ha reso il congedo decisamente più rigido per tutti. Se si continua a ‘battagliare’ perché il governo prenda seriamente in considerazioni le proposte di uscita anticipata in modo da modificare la riforma pensioni, diverse novità arrivano per alcune categorie di lavoratori.

Si parte dalla possibilità di uscita con Quota 96 per i lavoratori del settore privato iscritti all'Ago e alle sue forme sostitutive che possono andare in pensione con 60 anni di età e 35 di contributi entro il 31 dicembre 2012. Per le lavoratrici dipendenti del settore privato i requisiti scendono a 60 anni di età e 20 anni di contributi purché sempre entro il 2012. Questa norma vale però solo per i dipendenti che al 28 dicembre 2011 svolgevano attività dipendente e che hanno maturato i requisiti richiesti entro il 31 dicembre 2012. Esclusi da tale beneficio gli autonomi.

Altra possibilità di uscita prima vale per chi ha iniziato a lavorare regolarmente entro il 1977 e che raggiungerà entro la fine del prossimo anno i 35 anni di contributi, per cui potrà andare in pensione a 64 anni, senza aspettare i 66 anni oggi richiesti. La possibilità di uscire a 64 anni se entro il 2012 si sono raggiunti 35 anni di contributi permette il pensionamento nel 2017 dei nati nel 1952 con questi requisiti, mentre senza correttivo, chi ha iniziato a lavorare dai 23 anni in su sarebbe andato in pensione nel 2019. Le donne, invece, hanno la possibilità di andare in pensionamento di vecchiaia se entro il 2012 hanno raggiunto 60 anni di età e un'anzianità contributiva di almeno 20 anni.

Altra deroga Inps permetterebbe ad alcuni lavoratori, inoltre, di andare in pensione con soli 15 anni di contributi se maturati entro il 31 dicembre 1992. Ma, per usufruire di questa possibilità, il lavoratore dovrò aver raggiunto l'età anagrafica richiesta dalla legge Fornero, per cui ‘A decorrere dal primo gennaio 2014, i lavoratori interessati potranno conseguire la pensione di vecchiaia, con almeno 15 anni di contribuzione al 1992, compiendo un'età pari a 63 anni e 9 mesi per le lavoratrici dipendenti, 64 anni e 9 mesi per le lavoratrici autonome, 66 anni e 3 mesi per i lavoratori dipendenti , le lavoratrici dipendenti del settore pubblico, i lavoratori autonomi’.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il