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Pensioni usranti e precoci Governo Renzi: riforma, novità con sistema contributivo per uomini e donne. Soluzione migliore

Maggiore flessibilità e uscita anticipata con sistema contributivo per tutti a costo zero: perché il governo Renzi non ricorre a questa soluzione pensionistica?




Estendere l’opzione donna contributivo anche agli uomini, prolungandola fino al 2018. Potrebbe essere questa una delle soluzioni per permettere una riforma pensioni Renzi che garantisca un’uscita anticipata dal lavoro senza pesare economicamente su Stato o Inps. Si tratta, infatti, di un meccanismo a costo zero che, anzi, potrebbe permettere, sul lungo periodo, risparmi di risorse che verrebbero riutilizzate comunque in prospettiva di redistribuzione solo nella previdenza.

Il sistema contributivo permetterebbe, infatti, la possibilità a lavoratori e lavoratrici, dipendenti pubblici e privati, di andare in pensione, rispettivamente, a 57 o 58 anni, purchè si siano maturati i 35 anni di contributi, ma accettando di ricevere una pensione mensile interamente calcolata con metodo, appunto, contributivo. Si tratterebbe, però, di ricevere una pensione nettamente inferiore rispetto a quella che si avrebbe con calcolo retributivo.

Secondo le stime, il taglio delle pensioni con calcolo contributivo anzicchè retributivo sarebbe di circa il 25-30%, che si tradurrebbe in nuovi risparmi per lo Stato. Accumulando, nel tempo, queste risorse, ciò che ne deriverebbe potrebbe essere utilizzato per esodati o pensioni anticipate. Potrebbe, dunque, essere una soluzione ideale, giacchè, in un momento di crisi economica come quello più volte ribadito, non richiede alcun impegno, in termini di soldi, da parte dello Stato ma permetterebbe, allo stesso tempo, quella maggiore flessibilità in uscita tanto auspicata.

Il motivo principale, infatti, per cui si è fermi sull’attuazione riforme concrete, compresa la ‘concessione’ del pensionamento ai Quota 96 della scuola, resta il problema delle coperture finanziarie; Renzi non ha abbastanza per poter la riforma pensioni e le aspettative per il 2015, dopo i tagli richiesti da Cottarelli, non sono certo così positive.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il