BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Pensioni donne e uomini Governo Renzi: riforma realizzabile davvero solo con contributo solidarietà, tagli e tasse assegno

Intervenire sulla riforma pensioni con introduzione del contributo di solidarietà e nuove risorse: cosa potrebbe garantire e benefici




“Non si deve tagliare la sanità che ha già dato molto al risanamento del Paese e che è l’unico settore in cui spendiamo nella media europea per avere servizi migliori di chi spende più di noi. Se si devono trovare risorse è bene cercarle nelle pensioni sopra tremila euro, una cifra alta e più che sufficiente per vivere, soprattutto in un Paese dove la sanità è pubblica e per tutti. La solidarietà non si taglia e per fare giustizia in periodi difficili si chiede a chi ha di più di contribuire”: questo il post apparso su Facebook dal presidente della Regione Toscana Rossi.

A scatenare queste parole da parte di Rossi l’annuncio del premier Renzi di non voler toccare le pensioni ma di voler tagliare fondi alla sanità per accumulare risorse da redistribuire, per confermare l’estensione degli 80 euro di bonus, magari anche per gli esodati e per la previdenza stessa. Ma i tagli alla sanità non sono ‘ben accetti’ da nessuno. Sul piede di guerra, infatti, insieme al ministro della Salute Lorenzin anche le Regioni. Quale allora la via d’uscita per mettere da parte un po’ di soldini?

Alcuni ritengono che una possibili soluzione reale e concreta sia l’effettiva introduzione del contributo di solidarietà sulle pensioni dei più ricchi. Ma è lo stesso premier Renzi che non ci sta e che qualche giorno fa ha spiegato: “Il primo piano che Cottarelli presentò voleva tassare le pensioni sopra i 2mila euro e gli ho detto di no: non è che dai i soldi a quelli che prendono meno di 1.500 euro e li vai a prendere a chi prende 2mila. Pensione d'oro non è 2-3mila euro al mese, poi è chiaro che se c’è la pensione da 90mila euro al mese, intervieni. Il governo Letta è intervenuto sulle pensioni più alte, io credo che suscitare il panico nel mondo pensionistico per 100 milioni sarebbe un grave errore”.

Ma con i risparmi che deriverebbero dall’applicazione del contributo di solidarietà si potrebbero finanziare bonus di 80 euro, aumento per le pensioni più basse, coperture per esodati. Ma a bloccare questa soluzione, che sarebbe al momento l’ideale, insieme al sistema contributivo per tutti, per una riforma pensioni Renzi a costo zero, probabilmente la protesta dei sindacati che ritengono sia inaccettabile un intervento sulle pensioni retributive.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il