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Pensioni anzianità e vecchiaia Governo Renzi: riforma attesa, ma anticipata possibile con diversi sistemi già in vigore. Per chi

Sistemi di uscita anticipata e flessibile creando caos nel governo ma alcuni lavoratori possono uscire prima per deroghe a Legge Fornero




Prima l’ipotesi di uscita anticipata con passaggio da lavoro full time a part time, per i dipendenti che riceverebbero uno stipendio dimezzato per metà ore di lavoro ma contributi pagati regolarmente fino alla maturazione dei requisiti pensionistici; poi l’estensione del sistema contributivo per tutti, anche per gli uomini, in modo da garantire un’uscita anticipata per tutti  ma con penalizzazioni di calcolo nell’assegno pensionistico finale; poi l’introduzione di un contributo di solidarietà sulle pensioni più alte per accumulare risparmi per nuovi interventi sempre per le pensioni.

Queste le possibilità al vaglio del governo ormai da mesi ma per cui non è stato fatto ancora effettivamente nulla. Non ci sono soldi e pertanto qualsiasi intervento allo studio di riforma pensioni diventa assolutamente vano, nonostante sistema contributivo e contributo di solidarietà, oltre ad essere a costo zero per il governo, permetterebbero anche un accumulo di risparmi nel tempo.

E mentre si battaglia’ per una maggiore flessibilità in uscita, ci sono alcuni lavoratori che possono usufruire dell’uscita anticipata dal lavoro grazie ad alcune deroghe alla legge Fornero ufficializzate con circolari Inps. Le prime sono le lavoratrici dipendenti che ancora fino al 2015 possono andare in pensione a 57 anni e con 35 di contributi con pensione finale interamente calcolata con sistema contributivo. Con questa opzione,un’impiegata con 35 anni di contributi che ha compiuto i 57 anni di età a giugno 2014, passando al contributivo, potrà andare in pensione il primo ottobre 2015 invece che nel 2021 come previsto dai requisiti attuali.

Una nuova circolare Inps dà inoltre la possibilità ad alcuni lavoratori privati di andare in pensione con Quota 96, se si è raggiunto un requisito anagrafico minimo di almeno 60 anni di età e uno contributivo di almeno 35 anni di contribuzione. Secondo quanto precisato dall’Inps, questa norma vale solo per i lavoratori che alla data del 28 dicembre 2011 erano impiegati in attività di lavoro dipendente.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il