Pensioni anzianità e vecchiaia riforma Governo Renzi: novità già in vigore per anticipata con solo 15 anni. Calcolo e per chi

Mentre continua il dibattito su soluzioni di uscita anticipata dal lavoro c’è chi può uscire con 15 anni di contributi invece che 20: la nuova norma e per chi vale

Pensioni anzianità e vecchiaia riforma G


Con l’entrata in vigore della riforma pensioni Fornero è cambiato il sistema previdenziale italiano, si è alzata l’età pensionabile per tutti (fissata a 66 anni e 3 tre mesi), è stato esteso il sistema contributivo per tutti, sono sparite le pensioni di anzianità sostituite da quelle anticipate, a fronte di penalizzazioni. Oggi l'età necessaria per accedere alla pensione varia in base al sesso e al settore di lavoro e per uscire bisogna comunque avere 20 anni di contributi versati.

Ma, mentre continua il dibattito che spinge ad approvare sistemi di uscita anticipata, grazie ad una nuova deroga alla legge Fornero, c’è chi può uscire con 15 anni di contributi se raggiunti i requisiti entro il 31 dicembre 1992.

La novià è contenuta in un circolare Inps nella quale si legge ‘A decorrere dal primo gennaio 2014, i lavoratori interessati potranno conseguire la pensione di vecchiaia, con almeno 15 anni di contribuzione al 1992, compiendo un'età pari a 63 anni e 9 mesi per le lavoratrici dipendenti, 64 anni e 9 mesi per le lavoratrici autonome, 66 anni e 3 mesi per i lavoratori dipendenti , le lavoratrici dipendenti del settore pubblico, i lavoratori autonomi’.

Possono beneficiare di questa novità uomini e donne con attività lavorative non continue come lavoratori dello spettacolo, servizi domestici e familiari, o lavoratori agricoli. La possibilità di andare in pensione con 15 anni di contributi vale se si sono raggiunti i contributi richiesti entro il 31 dicembre 1992 o per gli autorizzati ai volontari prima del 31 dicembre 1992.

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di Chiara Compagnucci pubblicato il