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Pensioni ultime notizie riforma Governo Renzi: dichiarazioni e nuovi interventi davvero importanti per modifiche e cambiamenti

Continua ad essere forte la necessità di intervenire sulla riforma pensioni: difficile attuare oggi cambiamenti ma flessibilità chiesta da tutti




Cambiare la riforma pensioni Fornero: questo l’obiettivo di molte forze politiche, auspicato da lavoratori e sindacati. Ma la strada per farlo sembra piuttosto ardua e lunga. Difficile intervenire, soprattutto vista la critica situazione economica in cui verte la nostra Italia, su una riforma capace di assicurare, secondo le previsioni, ben 80 miliardi di risparmi. Impossibile rinunciare ad una tale somma. E allora i cambiamenti, e soprattutto i piani di uscita anticipata paventati, dovrebbero intervenire senza intaccare la legge Fornero, a costo zero e senza scombussolarne i meccanismi.

Ma in ogni modo, bene sarebbe pensare concretamente a tali cambiamenti. Soluzione ideale per cambiare al riforma pensioni, senza intaccare eventuali risparmi, ma garantendo al lavoratore la possibilità di andare in pensione prima, potrebbe essere l’estensione dell’opzione contributivo donna anche agli uomini e prolungarla per qualche altro anno. Considerando che la decisione di lasciare il lavoro è strettamente correlata alla scelta di calcolare interamente la propria pensione con metodo, appunto, contributivo, e non con il vantaggioso retributivo, è ben chiaro come, in cambio dell’uscita anticipata si rinuncerebbe a parte dell’assegno finale che finirebbe nei risparmi dello Stato.

Chiede a gran voce interventi sulle pensioni Bruno Tabacci, secondo cui “Le riforme non sono più procrastinabili soprattutto perché una grande fetta del Paese, composta da pensionati, percettori di reddito fisso, piccoli imprenditori, è ormai in ginocchio. Sono loro il vero motore dell’Italia. Per il rilancio, occorre ripartire da qui varando provvedimenti mirati ad abbassare le tasse e il costo del lavoro”.

Anche per il presidente Inps Conti servono interventi sulle pensioni: “La struttura di riferimento del sistema previdenziale deve essere più flessibile in relazione ai tempi e ai modi di uscita dal mercato del lavoro”. Per Conti, “il problema è quello di non stabilire una data di uscita dal lavoro fissa, uguale per tutti. In base alla contribuzione raggiunta si può decidere se andare avanti o meno. Non è giusto un trattamento uguale per tutte le tipologie di lavoro”.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il