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Pensioni ultime notizie Governo Renzi: riforma, le Iene mostrano e spiegano discriminazioni e trucchi per aumentare assegno

Pensione d’oro e integrativa per un solo mese di contributi: come sanare le ingiustizie di un sistema previdenziale sbagliato?




Mentre l’Inps è in una situazione di collasso, non ha soldi per pagare le pensioni e, molto probabilmente, le nuove generazioni alla pensione non arriveranno mai, mentre si discute di riforma pensioni e meccanismi di uscita anticipata ma con penalizzazioni, proprio per pagare gli assegni pensionistici mensili, e si discute di un aumento necessari delle pensioni minime, c’è chi, furbamente, riesce a trovare il modo di ricevere una cospicua pensione mensile grazie ad un solo mese di contributi più alti o all’ultimo anno di stipendio. Ma di cosa si tratta?

Ieri, nel corso della prima puntata de Le Iene, su Italia Uno, una delle tante ingiustizie italiane è stata ben spiegata dalla Iena Nadia Toffa che ha raccontato la storia di una maestra, stata anche sindacalista, ma sconosciuta a tutti nella sede di quella che avrebbe dovuto essere del suo lavoro, lo Snals di Roma. La Toffa ha intervistato tutti coloro che vi lavorano e vi hanno lavorator nel periodo di lavoro della maestra ma nessuno ne conosceva nome e cognome.

Si scopre che l’insegnante è residente a Brescia, ma non risulta aver mai lavorato nel sindacato, si scopre poi essere moglie di un noto sindacalista al vertice dello Snals, e, pur non avendo mai lavorato, prende ogni mese la sua pensione da insegnante più la pensione integrativa (1.500 euro) che le deriva dall’attività di sindacalista (un anno), mai svolta in realtà. Alessandro Calabrese, ex membro segreteria nazionale Snals, ha spiegato a Le Iene “Che uno comincia a fare il sindacalista un anno prima di andare in pensione mi sembra veramente assurdo. Sicuramente ha avuto un incremento di pensione perchè la base per il calcolo della sua pensione è costituito dall’ultimo mese di stipendio che lei ha percepito. Pur percependo le somme per un mese soltanto è come se la retribuzione fosse stata percepita per l’intera pregressa attività lavorativa. 2mila euro al mese posso rappresentare circa 19mila euro all’anno di maggior pensione, circa 1.500 euro al mese”.

A difendere la donna il segretario generale Snals, il professor Marco Nigi, raggiunto dalla stessa Toffa che ha deciso di intervistarlo per capire chi fosse la donna ‘sindacalista fantasma’.  Ma l’impresa non è andata come si sperava: l’uomo ha ‘coperto’ la posizione della donna, spiegando che, contrariamente a quanto detto, la donna ha certo lavorato e che nessuno nella sede centrale la conosce perché ha svolto la sua attività nella sede provinciale. Ma anche qui nessuno la conosce.

Risultato? Ne nasce una discussione quando si scopre che anche l’uomo intervistato, dopo aver deciso di innalzarsi lo stipendio nell'ultimo mese, riceve una pensione d’oro, grazie alla pensione integrativa che deriva anche a lui dall’attività di sindacalista.

Un meccanismo, quello di elevarsi lo stipendio giusto nell'ultimo mese di lavoro, fatto apposta per ricevere una pensione alle stelle (8mila euro), senza considerare che sia i soldi con cui è stato alzato il suo ultimo stipendio, sia quelli per la pensione finale, sono soldi pubblici che quasi vengono ‘rubati’. Si tratta certo di una truffa fatta da ogni singolo individuo ma frutto di un sistema, quello previdenziale, decisamente sbagliato e che consente questi ‘giochetti’. Non c’è dunque da meravigliarsi se poi si scopre che l’Inps oggi è al collasso. Potrebbe aver contributi a questo anche una vita di mosse di tal genere da parte di più ‘furbetti’. E sulla questione vitalizi 'ingiusti' la questione è ancora aperta.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il