BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Pensioni anzianità e vecchiaia riforma Governo Renzi: novità, continuano discriminazioni con legge speciali e deroghe per alcuni

Andare in pensione prima rispetto ai requisiti richiesti oggi è già possibile ma solo per alcuni lavoratori: chi può beneficiare di questa possibilità?




In pensione prima a Quota 96 o con soli 15 anni di contributi: ecco le possibilità di uscita anticipata dedicate ad alcuni lavoratori, per effetto di deroghe all’attuale riforma pensioni. Mentre sono al vaglio del governo sistemi che possano permettere una maggiore flessibilità in uscita ma che siano a costo zero, in modo da non incidere sulla situazione economica già difficile d’Italia, dal’Inps arrivano nuove circolari che permettono un’uscita prima rispetto ai requisiti di oggi ma non per tutti.

Si parte dalla possibilità di uscita prima per le donne lavoratrici dipendenti, per cui fino al prossimo 2015 vale ancora la cosiddetta opzione contributivo, scaduta a maggio per le lavoratici autonome. Con questo meccanismo, le donne hanno la possibilità di andare in pensione prima, a 57 anni,invece che a 66 anni, calcolando però la propria pensione con sistema contributivo e ricevendo dunque un assegno minore ma raggiungendo prima il congedo.

C’è chi, invece, grazie ad un’ulteriore deroga alle riforma pensioni Fornero, può uscire con quota 96, e non si tratta dei lavoratori della scuola, bensì degli iscritti all'Ago che possono andare in pensione (solo dipendenti del settore privato) a 60 anni di età e 35 di contributi se maturati entro il 31 dicembre 2012. Questa novità è valida solo i dipendenti che al 28 dicembre 2011 svolgevano attività dipendente. I requisiti si abbassano per le lavoratrici dipendenti del settore privato arrivando a 60 anni di età e 20 anni di contributi purché sempre entro il 2012.
 
Prevista anche la possibilità per alcuni di lasciare il lavoro con 15 anni di contributi se maturati entro il 31 dicembre 1992 e se il lavoratore ha raggiunto l'età anagrafica richiesta dalla riforma attuale. La circolare Inps riporta infatti ‘A decorrere dal primo gennaio 2014, i lavoratori interessati potranno conseguire la pensione di vecchiaia, con almeno 15 anni di contribuzione al 1992, compiendo un'età pari a 63 anni e 9 mesi per le lavoratrici dipendenti, 64 anni e 9 mesi per le lavoratrici autonome, 66 anni e 3 mesi per i lavoratori dipendenti , le lavoratrici dipendenti del settore pubblico, i lavoratori autonomi’.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il