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Pensioni precoci e usuranti riforma Governo Renzi: novità proposta Ministro Poletti in discorso ufficiale in Parlamento

Andare in pensione anticipata, anche se non si sono raggiunti i 62 anni, e senza penalizzazioni: la possibile novità di Poletti in prossime Legge di Stabilità




E nel continuo dibattito sulla riforma pensioni che dura ormai da mesi, ecco un nuovo intervento del ministro del Lavoro Poletti. Prima aveva parlato della la necessità di “trovare il modo per far sì che chi perde il lavoro e non può ritrovarlo abbia almeno un reddito minimo per poter arrivare alla pensione. Dobbiamo quindi aiutare chi si ritrova senza lavoro e senza pensione. Cercheremo di mettere dentro alla legge di stabilità uno strumento per le persone avanti nell'età del lavoro, che non hanno ancora maturato il diritto alla pensione”; poi ha appoggiato Baretta quando ha spiegato che bisognava intervenire sulle attuali pensioni per risanare buchi lasciati aperti dalla riforma Fornero, ora una nuova proposta.
 
Andare in pensione anticipata, anche se non si sono raggiunti i 62 anni, e senza penalizzazioni. Questa la novità rilanciata da Poletti in Parlamento. Una proposta di cui potrebbero certamente usufruire per primi i lavoratori usuranti e precoci, fortemente penalizzati dalle attuali norme pensionistiche e che, spesso, non riescono a maturare i requisiti oggi richiesti.

Unica precisazione è che la nuova proposta sarebbe valida fino al 31 dicembre 2017. La novità dovrebbe essere al vaglio con la Legge di Stabilità di ottobre. Soddisfatta delle parole di Poletti Maria Luisa Gnecchi, capogruppo del Pd nella commissione Lavoro. Era stato proprio il Pd, infatti, ad avanzare la richiesta di eliminare le penalizzazioni per chi vuole uscire prima dei 62 anni, perchè “Non è accettabile che i periodi di astensione obbligatoria per maternità, quelli per l’assolvimento degli obblighi di leva, per infortunio, per malattia e di cassa integrazione guadagni ordinaria, disoccupazione e scioperi non siano considerati prestazione effettiva di lavoro”.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il