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Pensioni anzianità e vecchiaia Governo Renzi: riforma, novità si dovrebbero inserire in Legge Lavoro e Job Acts. I motivi.

Approvato il Jobs Act che da martedì sarà in Aula: dopo lavoro, le pensioni la priorità. Interventi in Jobs Act o prossima Legge di stabilità di ottobre?




Ispirarsi al modello tedesco del lavoro, ma anche delle pensioni: il premier Renzi potrebbe guardare alla Germania come esempio per intervenire con novità lavoro e pensioni in Italia. La Commissione Lavoro del Senato ha approvato la delega lavoro. Ora il Jobs Act approderà martedì in Aula, dove ci saranno molto probabilmente emendamenti e modifiche e si spera anche sulla previdenza, anche se il vero ‘luogo’ di discussione di novità alla riforma pensioni dovrebbe essere la prossima Legge di Stabilità.

Si è detto soddisfatto il ministro del Lavoro Poletti “per l'approvazione della delega, giunta a conclusione di un lavoro efficace e positivo della Commissione Lavoro del Senato che ha consentito di apportare miglioramenti su punti significativi del provvedimento”. Soddisfatto anche il presidente della Commissione Lavoro del Senato Maurizio Sacconi, che ha inoltre lanciato la proposta di un “voucher, una sorta di bonus, in mano al lavoratore che ha perso il posto, da consegnare alle agenzia di lavoro, pubbliche o private, che lo incassano però solo se la ricollocazione arriva a buon fine”.

La priorità, dopo il lavoro, sarà agire sulle pensioni. Considerando l’obiettivo di rilancio dell’economia italiana, nonostante si sia contrari all’abbassamento dell’età pensionabile, come detto dal ministro Padoan, perché richiederebbe risorse che l’Italia non ha, non si è considerato che un meccanismo di quella cosiddetta e auspicata staffetta generazione, tratta verso meccanismi di uscita anticipata, favorirebbe un ricambio generazionale al lavoro, contribuendo a diminuire l’occupazione e iniziare a rilanciare il Paese.

Ma non solo: altra ipotesi che potrebbe portare risultati positivi è quella di un aumento delle pensioni più basse. Più soldi ai pensionati che oggi tirano fortemente la cinghia, potrebbe significare portarli a spendere un po’ di più, contribuendo, in questo caso, ad una ripresa graduale dei consumi.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il