Pensioni uomini e donne Governo Renzi: riforma, novità in Legge Lavoro su previdenza. Quali, come e per chi vi dovrebbero essere

Soddisfatto il ministro Poletti per l’approvazione della delega sul lavoro. Ora tocca alle pensioni. Quali gli interventi migliori?

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“Sono davvero soddisfatto per l'approvazione della delega, giunta a conclusione di un lavoro efficace e positivo svolto dalla Commissione Lavoro del Senato che ha consentito di apportare miglioramenti su punti significativi del provvedimento”: così il  ministro del Lavoro Poletti ha commentato l'approvazione in Commissione Lavoro del Senato della delega sul lavoro. L’attesa è che con l’arrivo della discussione in Aula si possano inserire modifiche anche per la riforma pensioni, anche se è molto più probabile se ne riparli nella prossima Legge di Stabilità.

Intervenire comunque sulle pensioni sembra stia diventando una priorità e non solo per rispondere alle richieste e alle esigenze dei pensionandi e dei lavoratori prossimi alla pensione, ma anche  per rilanciare l’economia del nostro Paese, certamente non in buona salute. Intervenendo infatti sulla previdenza, aumentando le pensioni più basse o permettendo l’uscita anticipata a chi lo desiderasse, si potrebbero innescare meccanismi virtuosi tesi al rilancio di occupazione e consumi. In che modo?

Cambiando le pensioni con piani di uscita anticipata, che siano a costo zero o comunque economicamente sostenibili prevedendo penalizzazioni, come opzione contributivo per tutti (uomini e donne), prestito pensionistico, uscita a 62 anni con 35 anni di contributi e penalizzazioni in base all’anno di uscita in anticipo, si potrebbe dar vita a quela meccanismo di staffetta generazionale che, permettendo il prepensionamento ai lavoratori più anziani, libererebbe posti di lavoro per i più giovani in cerca di occupazione.

Questo porterebbe, gradualmente, ad un abbassamento della disoccupazione, oggi grave piaga del nostro Paese. Aumentando, invece, le pensioni più basse, considerando che in Italia i pensionati sono ben 16 milioni, si darebbe loro la possibilità di ‘spendere’ più soldi, ‘investendoli’ in consumi e spese, per cui l’economia inizierebbe nuovamente, pian piano, a girare. Ma si stratta di interventi ancora da valutare, anche se le richieste premono perché si intervenga in breve tempo.
 
 

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di Chiara Compagnucci pubblicato il