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Pensioni anzianità e vecchiaia Governo Renzi: riforma novità questa settimana tra smentite e conferme

Dopo il Jobs Act tocca alle pensioni: è necessario intervenire sulla riforma pensioni Fornero per rendere più sostenibile il sistema previdenziale. Confusa la situazione




Dopo la legge delega sul lavoro, tocca ora alle pensioni. O meglio, toccherebbe. Il governo Renzi si è finora concentrato su altre riforme, definite strutturali, da Pubblica Amministrazione, a Giustizia, Scuola, Lavoro, discutendo di riforma pensioni ma ‘mettendo da parte’ sempre la discussione reale in merito. Ora però dovrebbe cambiare qualcosa e questo qualcosa potrebbe forse cambiare nella prossima Legge di Stabilità. E, in vista di ottobre, mese in cui deve essere presentata, il governo affronta giorni importanti per decidere i vari interventi.

Per evitare discriminazioni come quelle che si stanno creando in questo periodo, per effetto della diffusione da parte dell’Inps di circolari che ufficializzano deroghe alla riforma pensioni Fornero, per cui alcuni lavoratori potranno andare ancora in pensione con 15 anni di contributi; lavoratori del settore privato con quota 96 purchè maturata entro il 31 dicembre 2012; donne lavoratrici dipendi con opzione contributivo ancora fino al 2015, si continua a discutere di piani di uscita anticipata e flessibile per delineare una riforma pensioni Renzi che sia ancora sostenibile.

Da cosa deriverebbe questa sostenibilità? Dal fatto che i meccanismi allo studio per permettere ai lavoratori di andare in pensione prima (prestito pensionistico, sistema contributivo, uscita a 62 anni con 35 anni di contributi) sono a costo zero. Non richiedono, cioè, alcuna spesa né da parte dello Stato, né da parte del’Inps, il che vorrebbe dire strada libera alle novità. Eppure tutto è fermo.

Si discute ancora, il ministro del’Economia Padoan non approva un abbassamento dell’età per andare in pensione, ma guarda positivamente ad estensione del bonus di 80 euro per i pensionati che ricevono pensioni minime, nonché al contributo di solidarietà sulle pensioni più ricche, mentre il ministro Poletti dopo aver annunciato più volte che nella prossima Legge di Stabilità non si parla di interventi per le pensioni, ma di soluzioni per pochi, nel suo ultimo intervento in Parlamento ha lanciato una nuova proposta per un’uscita anticipata senza penalizzazioni anche per chi non ha ancora raggiunto i 62 anni.

Lo stop alle penalizzazioni varrebbe in via sperimentale fino al 2017. Ma non solo: annunciata anche una probabile revisione delle pensioni di reversibilità. E non si escludono interventi su pensioni di invalidità, baby pensioni, e ricalcolo pensioni con metodo contributivo per tutti almeno su una parte dell’assegno finale. Non si sa ancora quale sarà la strada da seguire ma di certo si sa che, soprattutto dopo l’intervento del commissario Inps Conti che ha parlato di necessità di una maggiore flessibilità in uscita, e dopo il richiamo del Fmi all’Italia perché intervenga sulle pensioni, qualcosa bisognerà fare. Non agire significherà disattendere un impegno importante che orami tutti aspettano.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il