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Pensioni donne e uomini Governo Renzi: riforma, novità drastiche e modifiche forti molto più che contributo solidarietà e tasse

Cambiare la riforma pensioni intervento con modifiche drastiche che ridisegnino il sistema previdenziale: non bastano misure tampone o prelievo di solidarietà




In tanti chiedono interventi sulla riforma pensioni attuale in Italia, in tanti chiedono maggiore flessibilità e in tanti auspicano interventi soprattutto volti alla tutela di quelle categorie di lavoratori che sono stati parecchio penalizzati dalle norme pensionistiche Fornero. Si tratta di una legge che sin dalla sua nascita è stata criticata ed osteggiata ma, nonostante queste forti opposizioni, non è stata ancora cambiata. E del resto, per farlo, servirebbero interventi drastici, di portata importante e che non facciano rimpiangere quegli 80 miliardi di euro che la legge Fornero garantisce fino al 2021.

C’è chi ne chiede addirittura la cancellazione totale: prima il referendum lanciato da Matteo Salvini della Lega, poi l’esempio seguito in Lombardia e pochi giorni fa in  Friuli Venezia Giulia, che ha proposto un nuovo referendum di abrogazione della legge Fornero, “ripristinando la normativa precedente (65 anni di età, uomini e donne, e 20 anni di contributi per la pensione di vecchiaia o 40 anni di contribuzione a prescindere dall’età anagrafica per la pensione di anzianità)”. Ma non basta l’abrogazione della riforma Fornero, serve un’alternativa definita e perché il sistema previdenziali cambi, in positivo, funzionando davvero, è necessario pensare ad interventi che rivoluzionino i meccanismi attuali.

Sarebbero, dunque, innanzitutto da rivedere le baby pensioni, le pensioni di invalidità e reversibilità, e il calcolo delle pensioni con sistema retributivo, applicandovi, magari, una tantum il sistema contributivo e creando meccanismi di calcolo finali più equi e che possano adattarsi all’attività lavorativa svolta e ai tempi di effettivo impiego.

Secondo i sindacati, modificare la riforma Fornero, significherebbe anche poter affrontare l’emergenza occupazione. L’attuale legge pensionistica, infatti, con la sua rigidità ha fatto venir meno posti di lavoro, a causa di pensionamenti allungati, ha creato un esercito di esodati e di cosiddetti Quota 96 della scuola, ‘semplicemente’ per errori di formulazione della legge stessa. Ed ora, altrettanto ‘semplicemente’, è arrivato il momento non di pensare a misure tampone o soluzioni strutturali circoscritte, ma di dare una svolta a rivoluzionare ciò che può essere toccato e che se anche dovesse inizialmente creare problemi, a lungo andare avrebbe certamente risvolto positivo.

E il riferimento è a tutti gli eventuali interventi sopra accennati, indipendentemente da quel contributo di solidarietà auspicato da tanti, respinto dallo stesso Matteo Renzi, che porterebbe risparmi immediati ma che non basterebbero a mettere a posto un sistema in piena crisi.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il