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Pensioni anzianità e vecchiaia riforma Governo Renzi: novità ci saranno sicuramente. Quali e se positive o negative. Ipotesi

Quali nuovi interventi aspettarsi sulle pensioni: potrebbero esserci meccanismi per nuovo impulso a lavoro ed economia. Quali sono?




Dopo le nuove ultime dichiarazioni del commissario dell'Inps Vittorio Conti e del ministro del Lavoro Poletti, dopo gli ultimi interventi del premier Renzi in Parlamento e in altre sedi, e del ministro dell’Economia Padoan, e dopo il richiamo del Fmi, è chiaro che qualcosa dovrà necessariamente cambiare per la riforma pensioni in Italia. Tutto sta a capire quali saranno questi cambiamenti, se seguiranno la strada della flessibilità tanto richiesta e cosa significherà tutto questo.

Nel dibattito pensioni protagonista di questi ultimi mesi si è spesso sentito parlare di soluzioni a costo zero e sostenibili per l’economica, vale a dire piani di uscita anticipata che, senza toccare i conti di Stato e Inps, potrebbero permettere al lavoratore di andare in pensione prima rispetto ai 66 anni oggi richiesti. Si tratta di meccanismi come pensione anticipata con opzione contributivo per tutti; prestito pensionistico, uscita con Quota 100; uscita anticipata a 62 anni con 35 anni di contributi, tutti meccanismi che prevedono però forti penalizzazioni, in cambio, però della possibilità di lasciare il lavoro.

E se venissero realizzati non solo consentirebbero il prepensionamento a chi lo desiderasse, ma contribuirebbero a liberare posti di lavoro, permettendo, d’altra parte, l’assunzione di nuovi giovani. Cos’ facendo si inizierebbe a dare nuovo impulso anche al mercato del lavoro, soprattutto giovanile, oggi in gravissima crisi. Ma sarebbero comunque interventi che non basterebbero: sarebbero quelli richiesti per permettere ai lavoratori di non rispettare necessariamente i rigidi requisiti imposti dalle norme Fornero, ma da un punto di vista di spesa e conti pubblici non produrrebbero grossi risparmi, forse ad eccezione dell’opzione contributivo per tutti.

Per arrivare a rimettere in linea conti e pensioni, bisognerebbe agire in maniera più profonda e non solo con quel contributo di solidarietà che, come trapelato ora, toccherebbe le pensioni di 5mila euro, ma con interventi su pensioni di reversibilità, baby pensioni, pensioni invalidità, ricalcolo con sistema contributivo invece che retributivo per alcune pensioni, magari una tantum. Sono, del resto, idee di cui il premier Renzi, spinto dai suoi consiglieri economici, ha già parlato.
 
E con questi interventi, negativi, perché magari pur dando la possibilità di andare prima in pensioni richiedono penalizzazioni importanti, si potrebbero avere risultati positivi sia per il lavoro giovanile, come accennato, sia per l’accumulo di risparmi che verrebbero poi reimpiegati sempre nell’ambito della previdenza.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il