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Pensioni uomini e donne riforma Governo Renzi: novità e modifiche indicate da un numero crescente di soggetti importanti

Si continuano a chiedere interventi sulla riforma pensioni, ormai mecessari anche Fmi e commissario Inps Conti. Quali potrebbero essere?




L’imperativo per il governo, dopo gli impegni su Pubblica amministrazione, Giustizia, Scuola e Lavoro, è diventato quello di intervenire sulle pensioni. La questione sta diventando sempre più importante e sempre più di portata europea. Sono diversi, infatti, i Paesi, come Germania prima e Francia dopo, che stanno intervenendo per modificare la loro riforma pensioni, verso una maggiore flessibilità in uscita, come il nuovo modello tedesco che ha dato il via libera ad uscite anticipate, o aumentando le pensioni minime (in Francia sono stati assegnati 40 euro in più al mese a coloro che percepiscono fino a 1.200 euro).

Si tratta magari di interventi minimi ma che a lungo andare produrranno certamente effetti postivi ma che nell’immediato dimostrano comunque l’impegno dei governi pronti a farsi vedere dai loro cittadini, pronti a soddisfare richieste di miglioramento di situazioni altrimenti drammatiche come quella italiana. La questione pensioni in Italia sta, infatti, diventando urgente e ora anche il Fondo Monetario Internazionale si è fatto sentire invitando l’esecutivo Renzi ad intervenire per rendere i conti più sostenibili.

Bisogna tagliare la spesa pensionistica che, secondo il Fmi, è la più costosa d’Europa, basta pensare che in soli due anni dal 2011 al 2013 è salita di ben 11 miliardi passando da 243 a 254 miliardi di euro. I possibili interventi oggi al vaglio, non riguardano solo interventi volti a garantire l’uscita anticipata al lavoratore che volesse lasciare prima il lavoro pur soggetto a penalizzazioni, ma anche azioni più profonde di revisione, per esempio su baby pensioni, pensioni reversibilità, pensioni integrative, o pensioni esclusivamente retributive che potrebbero essere ricalcolate.

Qualsiasi sia la strada da seguire, di certo qualcosa bisogna farla. E a farsi sentire p stato anche il Commissaruo Vittorio Conti dell'Inps che ha chiesto un’anticipata e flessibile, una pensione basta sul calcolo dei contributi che vada oltre l'età anagrafica, perché “Con le varie riforme abbiamo innalzato l'età lavorativa ed è stato un successo dal punto di vista della sostenibilità finanziaria; ora si tratta di rendere il sistema più flessibile, perché non tutti i lavoratori sono uguali. Ad esempio un minatore non può lavorare fino a 80 anni. In base alla contribuzione raggiunta si può decidere se andare avanti o meno”.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il