BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Pensioni uomini e donna Governo Renzi: rifoma, novità Presidente INPS, Premier e FMI possono portare modifiche positive

Come intervenire sulle pensioni in risposta al monito dell’Fmi? La strada indicata, le idee del premier Renzi e le richieste del commissario Conti




Il Fondo Monetario esprime parere favorevole nei confronti delle riforme messe in campo dal governo Renzi, accoglie bene legge elettorale e interventi su giustizia e lavoro ma, sostiene, 'La spending review dovrà tagliare le pensioni e gli assegni assistenziali. Risparmi significativi ci saranno solo se si interviene anche sulla spesa pensionistica che resta ancora elevata nonostante l'intervento della Riforma Fornero’.

Secondo il Fmi, ‘La spesa per le pensioni italiana è la più alta d'Europa, pari a circa il 30% del totale»’ e suggerisce al governo diversi tagli alla spesa previdenziale e assistenziale, come pensioni d'oro, assegni di accompagnamento, pensioni d'invalidità, reversibilità. ‘Senza toccare gli assegni in essere, per il governo italiano sarà difficile raggiungere l'obiettivo di 33 miliardi di risparmi nel triennio’. E se Renzi dice no al taglio sulle pensioni, facendo riferimento al contributo di solidarietà, sembra essere d’accordo sul resto.

Proprio una eventuale revisione di baby pensioni, e pensioni di invalidità, reversibilità e integrative, sono da un po’ allo studio del premier e dei consiglieri economici, che ne hanno parlato in diverse occasioni, e forse non è un caso, visto che si tratta della strada indicata proprio del Fmi, strada che dovrebbe incontrare, però, anche quei meccanismi di uscita anticipata che potrebbero essere, contrariamente ai timori che si nutrono, sostenibili per l’Italia.

Questi sistemi a costo zero, da opzione contributivo per tutti, a prestito pensionistico a uscita a 62 anni con 35 di contributi e penalizzazioni, che lancerebbero le pensioni verso quella flessibilità auspicata da tutti, forze politiche e sociali, ed anche dal commissario Inps, Vittorio Conti, che ha spiegato “Con le varie riforme abbiamo innalzato l'età lavorativa ed è stato un successo dal punto di vista della sostenibilità finanziaria; ora si tratta di rendere il sistema più flessibile, perché non tutti i lavoratori sono uguali. Ad esempio un minatore non può lavorare fino a 80 anni. In base alla contribuzione raggiunta si può decidere se andare avanti o meno”.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il