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Pensioni ultime notizie riforma Governo Renzi: sempre più numerosi le contraddizioni e gli errori del sistema. Gli ultimi esempi

Questione pensioni e i paradossi e le contraddizioni del nostro Paese: i casi nuovi insieme a quelli di esodati e Quota 96 della scuola




Non solo esodati e Quota 96 della scuola: passa il tempo e mentre si discutono possibili interventi per modificare la riforma pensioni, renderla più flessibile con piani di uscita anticipata, renderla più equa intervenendo su sistemi finora in vigore, ecco che continuano, invece, ad emergere problemi e contraddizioni. C'è l'ingiustizia delle pensioni integrative, e alte, per chi lavora solo un mese e riceve poi soldi pubblici che potrebbero essere benissimo non dati, come ha recentemente denunciato un caso portato in tv da Le Iene, e ci sono i cosiddetti revocati.

Se i Quota 96 sono 4mila pensionandi della scuola in attesa di pensione da quasi tre anni ormai per un errore della riforma pensioni Fornero, i revocati sono i 2.500 lavoratori della Pubblica Amministrazione che hanno raggiunto i 65 anni di età e maturato la pensione e avevano richiesto il trattenimento in servizio, ma il provvedimento è stato revocato a fine luglio, al 31 agosto, per cui sono slittati i trattenimenti in servizio già disposti per il 2014-2015.

Si tratta di un’ennesima situazione incresciosa, spiegata proprio da un revocato, che ci ha tenuto a precisare“Ognuno dei prorogati aveva fatto la richiesta per varie motivazioni: chi perché aveva ancora voglia di lavorare, chi per problemi economici, chi perché avendo pochissimi anni di servizio, voleva aggiungere questi due anni per non avere una pensione da fame. C’è un caso in provincia di Avellino che ha solo 19 anni di contributi, quindi al disotto del minimo di 20 anni, a settembre non prenderà né stipendio né pensione. Quindi aver revocato la proroga a meno di un mese dell’inizio del nuovo a.s., è stata una vigliaccata unica, a mio avviso, più grave del caso Quota96. Sbattere fuori dei dipendenti dello stato senza neanche un minimo di preavviso si configura tra i peggiori soprusi del mondo del lavoro’.

Ma le beffe della riforma pensioni attuale non sarebbero finite qui: secondo un nuovo documento della Ragioneria di Stato sarebbero state individuate le risorse destinate dal 2011 al Fondo dedicato ai trattamenti pensionistici dei lavoratori usurati ma non sono state spese, perché i lavoratori impegnati in attività usuranti non riescono ad accedere alla pensione, viste le nuove norme, e restano al lavoro. Per effetto delle nuove norme pensionistiche infatti lavoratori precoci e usuranti che prima potevano andare in pensione prima, ora devono comunque raggiungere i requisiti validi per tutti.

Per questo si dice che se fossero approvati i piani di uscita anticipa a beneficiarne sarebbero soprattutto precoci e usuranti, perché hanno sempre avuto la possibilità finora di ritirarsi prima senza penalizzazione considerando la ‘pesantezza’ delle attività svolte durante la vita lavorativa. Ma se questi lavoratori devono comunque maturare i nuovi requisiti pensionistici, perché le risorse disponibili non vengono utilizzate per pensionare i Quota 96?

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il