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Pensioni Governo Renzi riforma ultime notizie: nuovi fondi e coperture con la revisione del Pil compaiono

Nuove possibili risorse per il governo dagli ultimi dati Istat: possibili calcoli e a cosa potrebbe servire iquesto tesoretto per il governo?




Mancano, come spesso ribadito in queste ultime settimane, le risorse economiche per intervenire con modifiche sulla riforma pensioni, mancano le risorse per il pensionamento dei Quota 96 della scuola. Questo il tormentone cui siamo stati abituati in questi giorni che bloccherebbero qualsiasi intervento del governo, a causa della situazione di difficoltà economica che l’Italia sta vivendo. Ma qualcosa potrebbe muoversi: secondo gli ultimi dati sui conti pubblici da parte dell'Istat e rispetto ai dati diffusi a marzo 2014, il livello del Pil nominale per l'anno 2013 è rivisto al rialzo del 3,8%, con una crescita di quasi 59 miliardi di euro.

L’Istat ha riportato ‘Rispetto ai dati diffusi a marzo 2014, calcolati sulla base del Sec 95 (il vecchio sistema statistico, ndr), il livello del Pil nominale per l'anno 2013 è stato rivisto al rialzo del 3,8%. I tassi di variazione del Pil per gli anni recenti hanno, invece, subìto revisioni molto contenute. In particolare, il tasso di variazione del Pil in volume del 2013 è risultato identico a quello stimato a marzo 2014 (-1,9%); quello relativo al 2012 è stato rivisto al rialzo da -2,4% a -2,3%’.

Questi soldi in più, quasi tre miliardi, potrebbero rappresentare un piccolo tesoretto per il governo. Al momento si tratta di numeri non ufficiali ma a breve, con la presentazione del nuovo Def il primo ottobre, e poi con la Legge di Stabilità, dovrebbero arrivare in merito dati ufficiali. E se così fosse si potrebbe evitare manovra correttiva e intervenire anche su pensioni sia su aumento reddito, seppur minimo come magari accaduto in Francia con i 40 euro in più per le pensioni minime da 1.200 euro, sia con altre tipologie di modifiche anche se le migliori modifiche sarebbero quelle dei piani di uscita anticipata e flessibile a costo zero.

E in questo caso vi sarebbero diverse possibilità fra cui spaziare. L'idea è comunque quella di dare nuovo impulso alle pensioni in entrambe le direzioni, aumenti degli assegni più bassi e flessibilità, per dare nuova spinta all’economia, sia da un punto di vista occupazionale, considerando che le uscite anticipate lascerebbero nuovi posti di lavoro liberi per i più giovani, sia da un punto di vista di consumi, considerando che un aumento delle pensioni più basse porterebbe nuovi soldi ai pensionati che avrebbero così la possibilità di spendere di più in spese.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il