BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Tasi: calcolo case in affito, seconda casa. Tutte le regole, quando e come si paga rata Ottobre. Aliquote, detrazioni, esenzioni

Regole di calcolo e pagamento acconto Tasi 2014: chi paga, quanto e casi particolari. Tutto quello che c’è da sapere




Aosta, Agrigento, Alessandria, Avellino, Asti, Bari, Barletta, Belluno, Cagliari, Campobasso, Catania, Catanzaro, Cagliari, Cuneo, Chieti, Firenze, Foggia, Como, Pavia, Padova, Trieste, Lecce, Lecco, Mantova, Lodi, Matera, Messina, Milano, Roma, Monza: ecco la lista di alcuni Comuni che il 16 ottobre sono chiamanti al versamento della prima rata Tasi 2014, la nuova tassa sui servizi indivisibili comunali che ha debuttato quest’anno, entrando a far parte della Iuc sulla casa (imposta unica comunale) che comprende anche Imu e Tari sui rifiuti.

Ogni Comune entro il 18 settembre ha deliberato aliquote e detrazioni di pagamento Tasi 2014, decidendo in autonomia. Al Comune anche la decisione di detrazioni eventuali valide solo per le abitazioni principali e la quota di pagamento che spetta agli inquilini, visto che la Tasi, a differenza dell’Imu, viene pagata sia da proprietari che da inquilini.

Ma per loro può valere solo una percentuale di pagamento compresa tra il 10 e il 30% della somma totale della tassa. Pagano però solo gli inquilini che hanno un contratto superiore ai sei mesi. Nel caso di affitti brevi, dunque, come quelli di case per le vacanze, a pagare sarà solo il proprietario. Se poi l’affittuario non dovesse rispettare il pagamento, il proprietario non ne risponderà. Anche in caso di sfratti, non dovrà essere comunque il proprietario a pagare ma sempre l’inquilino.

Il pagamento per gli inquilini non è, tuttavia, obbligatorio. E’ il Comune a deciderlo e ve ne sono alcuni, tra cui Napoli, che hanno deciso di non far pagare nulla agli inquilini. Ricordiamo che pagano la Tasi anche coloro che hanno una casa popolare, gli ex Iacp.

Tocca ai Comuni anche la decisione di eventuali esenzioni. Per quanto riguarda le aliquote, sulle prime case possono oscillare dal 2,5 per mille al 3,3 per mille se alzate dello 0,8 per mille di margine previsto; mentre su seconde case e immobili commerciali, cioè negozi, uffici, capannoni, aziende, terreni, può essere elevata dal 10,6 per mille all’11,4 per mille se applicato l’aumento dello 0,8 per mille.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il