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Pensioni donne e uomini riforma Governo Renzi: novità, tutti i partiti vogliono modifiche, ma nessun fa nulla davvero

Qualcosa dovrà essere fatto ma la situazione sulla riforma pensioni è ancora molto confusa: c’è chi ne chiede modifiche immediate ma non è chiaro se arriveranno con la Legge di Stabilità




“Qualcosa di significativo si può fare. Si potrà fare con un meccanismo di flessibilità in uscita per i pensionamenti in situazioni sociali difficili. Una pensione anticipata tipo quella di chi è avanti con l’età e ha perso il lavoro ma non ha maturato i requisiti per la pensione. Dobbiamo rendere più flessibile la possibilità di pensionamento, trovando gli strumenti adatti e coerenti alle diverse situazioni” diceva qualche tempo fa il ministro del Lavoro Poletti.

I piani di uscita anticipata e flessibile continuano ad essere in discussione ma insieme ad essi il premier Renzi propone interventi sulla riforma pensioni attuale che siano più profondi, pensando ad una revisione delle pensioni integrative, delle baby pensioni, delle pensioni di invalidità. Si continua, dunque, a lavorare per cambiare la legge pensionistica ma, di fatto, concretamente, non si fa ancora nulla.

Si tratta solo di annunci, non è ancora ben chiaro se poi gli interventi in merito arriveranno o meno con la Legge di Stabilità di ottobre, la situazione è molto vaga ancora e continuano a piovere richieste di interventi o addirittura di cancellazione totale della legge Fornero. Lo chiedono i diversi referendum regionali che, sull’esempio di quello della Lega, si stanno diffondendo in diverse regioni italiane; lo chiedono Forza Italia e Sel, lo chiede il commissario Inps Conti,  e Italia dei Valori.

Il suo segretario nazionale, Ignazio Messina, chiede “l’introduzione dell’accesso volontario e flessibile alla pensione, in modo da ripristinare il ricambio generazionale nelle aziende pubbliche e private, l’introduzione di una copertura previdenziale figurativa per i giovani per assicurare loro una pensione pari almeno al 60% della media delle retribuzioni percepite negli ultimi 5 anni di lavoro e l’istituzione di un assegno di maternità universale, così come accade nella quasi generalità dei paesi europei”.
 

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il