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Pensioni ultime notizie riforma Governo Renzi: Esecutivo per la prima volta da ragione FMI su costo previdenza fuori controllo

Prima l’allarme pensioni dal Fmi poi le ultime dichiarazioni del sottosegretario Morando: quali i possibili interventi concreti sulla riforma pensioni?




Prima l’allarme lanciato dal Fondo Monetario Internazionale: “Bisogna intervenire sulle pensioni italiane perché troppo costose”, poi le statistiche dell'Istat, secondo cui ‘negli ultimi 10 anni il costo del sistema previdenziale è salito di oltre 50 miliardi. E la corsa sembra inarrestabile’ ed ora la conferma del viceministro all’Economia Morando. “La spesa previdenziale malgrado le misure approvate continua ad aumentare”, ha detto Morando, “a causa dei baby boomers e del fatto che nel 1995 è stato mantenuto il calcolo interamente retributivo delle pensioni per una generazione molto numerosa che sta andando in pensione adesso e che ha carriere molto dinamiche anche dal punto di vista della remunerazione salariale”.

La strada di intervento per una riforma pensioni Renzi potrebbe essere, dunque, quella di una revisione, come proposto dallo stesso premier Renzi e dai suoi consiglieri economici, delle baby pensioni, delle pensioni di invalidità e di quelle integrative, nonché quella di intervento sul ricalcolo contributivo per tutti. E se anche il sottosegretario Morando parla di queste idee è possibile che possano trasformasi in cambiamenti concreti.

Se, infatti, si dovesse intervenire sulla riforma pensioni con tagli giusti ed equi socialmente e si usassero i soldi ‘in più’, derivanti dai risparmi, per aumentare gli assegni delle pensioni minime e per consentire l’uscita anticipata avrebbe un senso intervenire sulle pensioni. Ne beneficerebbero tutti: tanto i consumi, considerando che maggiori risorse per i pensionati porterebbero ad un conseguente aumento della spesa; quanto l’occupazione.

I sistemi di uscita anticipata e flessibile, meglio ancora se a costo zero come paventati, sosterrebbero, infatti, da una parte i prepensionamenti, e, dall’altra, la possibilità di ingresso nel mondo del lavoro dei più giovani, andando dunque ad incidere anche sul tasso di disoccupazione, soprattutto giovanile, piaga del nostro Paese oggi.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il