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Pensioni usuranti e precoci Governo Renzi: riforma,Esecutivo conferma FMI su costo previdenza fuori controllo. Ipotesi modifiche

Riforma pensioni, discussione e dibattito sui possibili interventi per renderle meno costose: quali i piani allo studio del governo?




Prima l'allarme del Fondo Monetario Internazionale, poi i nuovi dati Istat e la conferma del sottosegretario all’Economia, Enrico Morando, che ha dichiarato che la spesa pubblica delle pensioni continua ad aumentare e la causa sarebbero le pensioni retributive calcolate sulla base degli ultimi stipendi e non sui contributi effettivamente versati, e che costerebbero troppo.

Morando, dunque, punta il dito contro “i baby boomers, ossia quelli che sostanzialmente hanno la mia età, costituiscono una generazione enormemente più numerosa di quella precedente e di quella successiva e soprattutto caratterizzata da carriere lavorative molto dinamiche, che verso la parte finale determinano retribuzioni molto elevate. Le pensioni, inoltre, in questo caso, sono calcolate interamente con il metodo di calcolo retributivo: nel 1995, infatti, non si volle adottare immediatamente il metodo di calcolo contributivo pro rata temporis, e non successe per caso, perché allora ci fu chi propose di farlo, ma ottenne risposta negativa”.

Questo il motivo per cui già tempo fa il premier Renzi e i suoi consiglieri economici hanno avanzato idee di intervento sulla riforma pensioni che, a prescindere dai piani di uscita anticipata e flessibile auspicati, punterebbero a rivedere le baby pensioni, a intervenire sul ricalcolo contributivo delle pensioni retributive, nonché sulle pensioni di invalidità e quelle integrative.

Si tratta di interventi ben più profondi che rivoluzionerebbero il sistema previdenziale e che, insieme all’uscita anticipata, permetterebbero tanto risparmi quanto un impulso all’occupazione, visto che dai primi interventi si otterrebbero nuove risorse da reimpiegare comunque nella previdenza, e dal secondo possibilità di maggiore flessibilità per i più anziani che andando in pensione prima libererebbero posti di lavoro per i più giovani disoccupati.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il