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Pensioni vecchiaia e anzianità Governo Renzi: riforma, novità per interventi e modifiche. Soldi disponibili grazie a revisione PIL

Nuove risorse da impiegare per intervenire sulla riforma pensioni: i nuovi dati e le idee di intervento per uscite anticipate e rilancio consumi




Non ci sono le risorse finanziarie necessarie per intervenire sulla riforma pensioni, per risolvere una volta per tutte il caso esodati e pensionare i 4mila lavoratori della scuola di Quota 96. E’ questo il tormentone che ormai da mesi si ascolta, ‘usato’ dal governo per giustificare i tanti annunci e le tante promesse di cambiamento della legge pensionistica attuale, promesse che finora sono rimaste tali senza mai tradursi in realtà. Ma ora la situazione sembra leggermente cambiare: l’Istat infatti ha diffuso gli ultimi dati sui conti pubblici che, rispetto ai dati di marzo 2014, parlano del livello del Pil nominale per l'anno 2013 rivisto al rialzo del 3,8%, con una crescita di quasi 59 miliardi di euro.

In particolare, l’Istat riporta che i tassi di variazione del Pil per gli anni recenti hanno subìto revisioni molto contenute. In particolare, il tasso di variazione del Pil in volume del 2013 è risultato identico a quello stimato a marzo 2014 (-1,9%); e quello relativo al 2012 è stato rivisto al rialzo da -2,4% a -2,3%. Si tratta di nuove risorse (circa tre miliardi) che il governo potrebbe impiegare per interventi urgenti, tipo quelli sulla previdenza, senza la necessità di una manovra correttiva.

E si potrebbe intervenire sulle pensioni, sia con aumento seppur minimo degli assegni mensili, come accaduto in Francia, dove il premier Valls solo qualche giorno fa ha annunciato un piccolo aumento di 40 euro per le pensioni che non raggiungono i 1.200 euro; sia mettendo in atto quei meccanismi di uscita anticipata e flessibile, a costo zero per Stato e Inps, che richiederebbero penalizzazioni a chi decidesse di uscire prima, a fronte, però, di nuove possibilità lavorato rive per i più giovani.

E l'idea, infatti, è quella di dare impulso favorevole alle pensioni sia come reddito che come uscita anticipata, per avere effetti positivi sull'economia sia per quanto riguarda le nuove assunzioni che toccherebbero i giovani, con la liberazione di nuovi posti di lavoro derivanti dai prepensionamenti dei lavoratori più anziani, e quindi una spinta all’occupazione in una Italia dove il fenomeno della disoccupazione è diventato una vera e propria emergenza sociale; sia per spingere la ripresa dei consumi, perché aumento gli assegni del popolo dei pensionati, questi sarebbero spinti a spendere qualcosa in più per la spesa.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il