BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Pensioni ultime notizie riforma Governo Renzi questa settimana. Il punto della situazione

Troppe le questioni pensioni da risolvere, troppe le idee ancora senza concretezza: servono interventi reali sulla riforma pensioni




Cambiare la riforma delle pensioni è ancora l’obiettivo del governo Renzi che però si sta perdendo nei meandri delle discussioni e delle proposte senza riuscire mai ad arrivare a decisioni concrete. Mancano le risorse, o per lo meno mancavano fino alla diffusione degli ultimi dati Istat sul Pil, motivo per cui vi erano idee allo studio che difficilmente si sono  tramutate in realtà finora. Le aspettative si concentravano nella prossima Legge di Stabilità, prima smentite, ora riproposte. Sembra, infatti, come anche annunciato dal ministro Padoan che sarà la Legge di Stabilità a definire nuovi eventuali cambiamenti.

Ma se il ministro non ha parlato di modifiche alla riforma pensioni in riferimento a quelle uscite anticipate tanto richieste da tutti, che per molti sarebbero una soluzione ideale, visto che richiedendo penalizzazioni a chi volesse uscire prima, sarebbero a costo zero da una parte, ma potrebbero dare nuova spinta all’occupazione con prepensionamenti e conseguenti posti liberi di lavoro in cui reimpiegare i più giovani, più probabile un taglio delle tasse o un aumento degli assegni mensili minimi, un po’ come accaduto in Francia.

Le pensioni perdono, infatti, sempre più potere di acquisto, motivo per cui occorre aumentarne valore con un piano di detassazione; una no tax area fino ai 13mila euro; o prevedendo l’estensione degli 80 euro ai pensionati o un bonus esattamente come si sta pensando di fare con l’erogazione di parte Tfr, il 50%, nelle buste paga dei lavoratori. Si tratterebbe di interventi tutti mirati al rilancio dell’economia, perché l’avere a disposizioni maggiori risorse, seppur minime, porterebbe i circa 16 milioni di pensionati italiani a spendere di più e, di conseguenza, ci sarebbe una nuova spinta dei consumi.

Si tratterebbe di interventi importanti, considerando che più della metà degli italiani vive con meno di mille euro lordi al mese, raggiungendo una soglia di povertà che non consente una vita dignitosa. E, considerando gli ultimi dati Inps sulla revisione del Pil e nuovi fondi e coperture, si potrebbe agire ora in maniera concreta con interventi mirati, volti anche al contenimento della spesa pensionistica, effettivamente troppo alta in Italia, allarme lanciato del Fondo Monetario Internazionale, ma confermato dallo stesso governo italiano per bocca del sottosegretario Morando.

Una riforma pensioni Renzi potrebbe essere improntata non solo sulle uscite anticipate e flessibili, ma anche su sistemi di revisione delle pensioni integrative, delle baby pensioni, delle pensioni di invalidità e su interventi di ricalcolo contributivo per tutti. Del resto, è proprio l’attuale opzione contributivo quella su cui si punta da tempo, sistema fino al 2015 valido solo per le donne ma che dovrebbe essere ampliato anche agli uomini ed esteso fino al 2018, come inizialmente previsto. Permetterebbe non solo di andare in pensione prima, precisamente a 57 anni ai dipendenti e a 58 anni agli autonomi, accettando però assegni ridotti perché calcolati appunto con metodo contributivo e non retributivo, ma di accumulare nel tempo risparmi che deriverebbero proprio da quei tagli previsti sugli assegni finali, motivo per il quale potrebbe trattarsi di una buona soluzione di intervento sulle pensioni.

E mentre continuano a ‘nascere’ referendum che chiedono l’abrogazione della legge pensioni Fornero, mentre c’è però chi continua a sostenerla, come i giovani di Confindustria, mentre restano insoluti ancora casi come quelli dei Quota 96 della scuola, continua la discussione fra le forze politiche per capire come sia meglio agire. E qualche novità dovrebbe essere confermata nella prossima Legge di Stabilità.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il