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Pensioni donne e uomini riforma Governo Renzi: novità di questa settimana

Il monito dell’Fmi sulle pensioni italiane troppo costose, la conferma del governo e i possibili interventi sulla previdenza per uscite anticipate e revisione conti




E’ stata una settimana piuttosto concitata sul fronte previdenziale: il dibattito sui cambiamenti della riforma pensioni continua a si fa sempre più fitto fra forze politiche e non. Qualche giorno fa è intervenuto sul nostro previdenziale anche il Fondo Monetario Internazionale che nel suo ultimo Report ha sollecitato il Governo italiano a riformare le pensioni. Troppo costose. E a confermare il peso delle spesa pensionistica è stato anche il viceministro all'Economia Morando che ha dichiarato che “la spesa pubblica delle pensioni continua ad aumentare e a pesare su questo andamento sarebbe la generazione del retributivo, coloro che a partire dalla riforma Dini hanno proseguito a godere del calcolo dell’assegno sulla base degli ultimi stipendi e non sui contributi effettivamente versati”.

Per Morando il ‘grande’ problema sono “i baby boomers, quelli che sostanzialmente hanno la mia età, costituiscono una generazione enormemente più numerosa di quella precedente e di quella successiva e soprattutto caratterizzata da carriere lavorative molto dinamiche, che verso la parte finale determinano retribuzioni molto elevate. Le pensioni, inoltre, in questo caso, sono calcolate interamente con il metodo di calcolo retributivo. Il risultato è che abbiamo mantenuto il calcolo interamente retributivo delle pensioni per una generazione molto numerosa, che sta andando in pensione adesso e che ha carriere molto dinamiche anche dal punto di vista della remunerazione salariale”.

Ed è proprio in virtù di questa situazione di squilibrio e iniquità che il premier Renzi, sospinto dai suoi consiglieri economici, pensa ad intervenire sulla riforma pensioni non soltanto con soluzioni flessibili e di uscita anticipata, quanto anche con revisioni più profonde che interesserebbero baby pensioni, pensioni di invalidità, pensioni integrative e ricalcolo contributivo dei trattamenti pensionistici.

Ma non solo: nella prossima Legge di Stabilità di ottobre potrebbero rientrare anche interventi volti ad aumentare gli assegni pensionistici minimi o a concedere un bonus pensioni, come dovrebbe accadere con le buste paga dei lavoratori che dovrebbero ‘crescere’ con il 50% del Tfr e quindi aumenti mensili. Il tutto con lo scopo dichiarato di rilanciare consumi ed economia.

Un intervento particolare che soddisferebbe tanto la necessità di uscita anticipata quanto i risparmi potrebbe essere l’estensione dell’opzione contributivo a tutti ed oltre il 2015. E’ infatti al momento una possibilità valida solo per le donne lavoratrici dipendenti, visto che per le autonome è già scaduta, valida fino al 2015. Il piano è di estenderla anche agli uomini e prolungarla nel tempo. Così facendo lavoratori e lavoratrici, sia autonomi che dipendenti, potrebbero andare in pensione prima ma con assegni decurtati di circa il 30% e questi tagli significherebbero accumulo di nuove risorse da riutilizzare magari nella previdenza stessa.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il