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Pensioni donne e uomini Governo Renzi: riforma, novità in arrivo nuove proposte di legge oltre quelle già in Parlamento e refendum

Leggi di modifica alla riforma pensioni già presentate e nuovi referendum di abrogazione della Legge Fornero: le novità ma quando davvero cambiamenti?




I consiglieri regionali del Friuli Venezia Giulia di Lega Nord, Forza Italia, Nuovo Centro Destra ed Autonomia Responsabile sono solo gli ultimi ad aver presentato una proposta di referendum abrogativo della riforma pensioni Fornero, “richiesta, spiega uno dei firmatari Rodolfo Ziberna, fatta con lo scopo di promuovere analoga adozione legislativa da parte di altri quattro Consigli in modo da poter promuovere un referendum abrogativo del citato articolo 24. La cosiddetta Manovra Salva Italia, contenente l’articolo 24 oggetto della nostra proposta, ha introdotto numerose modifiche alla normativa in materia di trattamenti pensionistici, e tra gli aspetti più criticati ed iniqui anche l’innalzamento dell’età pensionabile e il blocco della rivalutazione automatica per i trattamenti pensionistici di importo complessivo superiore a tre volte il trattamento minimo Inps”.

Ma è solo una delle ultime nuove proposte di intervento: ad inaugurare la ‘stagione’ dei referendum abrogativi della legge Fornero Salvini della Lega Nord, la scorsa primavera, poi la Lombardia. E ora è arrivato il momento del Friuli Venezia Giulia, perché si tratta di “una legge inaccettabile e dannosa , ha spiegato un’altra firmataria, Barbara Zilli, perché ostacola drasticamente l’accesso dei giovani al mondo del lavoro, blocca in modo irreversibile la possibilità di rilancio del mercato del lavoro senza poi parlare del dramma degli esodati”. La richiesta è quella di tornare alle vecchie regole: pensionamento a 65 anni per donne e uomini.

L’altra nuova proposta di legge che chiede l’abolizione della riforma pensioni Fornero è stata presentata da Ignazio Messina, leader di Italia dei Valori, appoggiato da Bruno Tabacci di Centro Democratico e Nello Formisano, capogruppo del Centro Democratico alla Camera dei Deputati. Messina ritiene che eliminando la Legge Fornero si possano risolve anche i problemi di esodati e quota 96 della scuola e “porre altresì un tetto alle pensione d’oro, 5 mila euro netti, al fine di garantire un futuro ai giovani e di assicurare loro una pensione almeno pari al 60%”.

Il segretario Regionale giovani Lazio Gabriele Tonicchi spiega “La nostra proposta di legge contiene soluzioni per sbloccare la situazione di esodati, quota 96, previsione di un meccanismo di tetto alle pensioni d’oro e quindi poter mettere le basi per una copertura maggiore delle pensioni per le fasce sociali più deboli e soprattutto per i giovani che, continuando su questa strada, non vedranno mai il raggiungimento della pensione”.

E ritorno alle vecchie norme pensionistiche e cancellazione riforma Fornero per risolvere anche i casi esodati e Quota 96 sono solo le ultime proposte che si affiancano a leggi già presentate, come quella avanzata dal presidente della Commissione Lavoro Damiano, di uscita a 62 anni con 35 anni di contributi e penalizzazioni, per cui, rispetto ai 66 anni richiesti, ogni anno di anticipo in cui si va in pensione prevede penalizzazioni del 2% sull'importo dell’assegno finale, che potrebbe raggiungere un massimo dell'8% se si lasciare il lavoro a 62 anni. L’idea di questa uscita anticipata è stata condivisa dal sottosegretario all’Economia Baretta, convinto del fatto che bisogna “Intervenire sui buchi lasciati aperti dalla legge Fornero. Nella fretta l’ex ministro ha lasciato scoperti una serie di casi che ancora adesso stiamo affrontando situazione per situazione. I più famosi sono gli esodati oppure quello dei 4mila professori tenuti al lavoro con le nuove norme. La soluzione sta nel trovare strumenti strutturali. Bisogna introdurre la flessibilità in uscita che manca. La Fornero ha previsto che chi vuole restare a lavoro dopo i 66 anni, e fino a 70, veda rivalutata la sua pensione. Nella stessa logica, ma con un meccanismo rovesciato, si può prevedere che chi abbandona prima dei 66 anni, questo limite non va assolutamente toccato, si ritrovi con un assegno minore”.

Baretta rilancia: “Se vado via, modalità facoltativa, vedrò la mia pensione diminuire. Quanto? Io non ho ancora fatto calcoli precisi, ma ci sono centri studi che hanno ipotizzato a una riduzione tra il 4 e il 9%. Il tutto in base agli anni di anticipazione e in relazione allo stato dei conti”.

Proposta anche una legge da Renata Polverini, ex-presidente della Regione Lazio, che, appoggiando  di andare in pensione a 62 con 35 anni di contributi, prevede  nche l'accesso al pensionamento con le vecchie regole per gli esodati,

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il