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Pensioni ultime notizie Governo Renzi: riforma, regole diventano sempre più rigide con aggiornamento automatico annuale

Diventano sempre più rigidi i requisiti pensionistici di uscita dal lavoro per effetto della riforma pensioni Fornero: come cambia




I requisiti per il pensionamento richiesti dalla riforma pensioni Fornero sono considerati rigidi, motivo per il quale in tanti, tra forze politiche e sociali, chiedono maggiore flessibilità e piani di uscita anticipata, soprattutto per categorie di lavoratori, quali usuranti e precoci, impossibilitati talvolta a maturare gli attuali requisiti che con il passare del tempo e l’adeguamento alla speranza di vita tendono a diventare ancora più rigidi, in base alla normativa prevista, e l’età aumenterà ancora, visto che aumenterà la speranza di vita.

La conseguenza è che le erogazioni delle pensioni arriveranno sempre più tardi. L’adeguamento alla speranza di vita riguarda ogni prestazione: pensione anticipata, di vecchiaia, pensione anticipata contributiva, le pensioni dei lavoratori usuranti. Se, infatti, fino al 2015 si uscirà a 66 anni e 3 mesi, da 2016 si uscirà a 66 anni e sette mesi; nel 2019 a 67 anni e due mesi; nel 2023 a 67 anni e cinque mesi, nel 2025 è previsto un nuovo adeguamento e così via ogni due anni l’età salirà di circa 2-3 mesi.

Diventano più stringenti, come detto, anche i requisiti per l'erogazione dell'assegno sociale, erogato ai cittadini italiani abitualmente residenti in Italia e ai cittadini comunitari ed extra-comunitari in possesso della carta di soggiorno sempre a condizione che siano residenti in Italia e dimostrino di avere soggiornato legalmente in Italia ed in via continuativa da almeno 10 anni. Oggi l’assegno sociale viene erogato a coloro che hanno un'età superiore ai 65 anni e 3 mesi e che vivono in condizioni di difficoltà economiche. Anche in questo caso l’età sale nel 2016 a 66 anni e 7 mesi, nel 2019 a 66 anni e 11 mesi, nel 2021 a 67 anni e due mesi, nel 2023 a 67 anni e cinque mesi.

Contemporaneamente all’inasprirsi in automatico dei requisiti pensionistici si esauriscono quelle possibilità concesse di uscita anticipata, come l’opzione contributivo per le donne, possibilità di uscita a 57 anni per le dipendenti e a 58 per le autonome con calcolo della pensione contributiva e non retributiva, che finisce nel 2015 ma che per le donne lavoratrici autonome si è già esaurita lo scorso maggio. Altro requisito decisamente rigido riguarda coloro che possono uscire a 63 anni se entrati nel mondo del lavoro dopo il 1995 con 20 anni di contributi ma solo a condizione di percepire retribuzioni elevate e cioè che la prima rata pensionistica non sia inferiore a circa 1.250 euro, cosa decisamente da pochi.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il