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Pensioni precoci e usuranti riforma Governo Renzi: leggi attuali cambiano con aggiornamenti annuali automatici sempre in peggio

Pensioni, Conti: “Serve intervenire sulle rendere più equa la nuova architettura”. Cosa prevede oggi il meccanismo pensionistico Fornero e cambiamenti in automatico da arrestare




La prossima Legge di Stabilità di ottobre potrebbe rappresentare una svolta per il sistema pensionistico italiano, o meglio, c’è chi spera questo accada. Dovrebbe essere, infatti, l’occasione per il governo di intervenire sulla riforma pensioni Fornero con modifiche orientate alla flessibilità, come da tutti richiesto, studiando, tra le altre soluzioni, meccanismi di uscita anticipata, come anche possibile aumento degli assegni pensionistici minimi.

La necessità, sempre più urgente, di intervenire sulle pensioni deriva innanzitutto dalle emergenze sociali createsi (caso esodati e Quota 96 della scuola 96) che necessitano di una soluzione, e poi dalle richieste di rendere più flessibili le uscite anche se con penalizzazioni perché i requisiti imposti dalla legge Fornero sono troppo rigidi e destinati, tra l’altro, nel tempo a diventare sempre più stringente considerando il meccanismo di aumento dell’età pensionabile correlata all’adeguamento della speranza, destinata a salire. E, di conseguenza, sono destinati a salire anche gli anni necessari per accedere alla pensione.

La riforma pensioni Fornero ha fissato fino al 2016 l’uscita dal lavoro a 66 anni e 3 mesi ma, adeguandosi l’età come detto, alla speranza di vita, si sale automaticamente: nel 2016 si andrà in pensione a 66 anni e sette mesi; nel 2019 a 67 anni e due mesi; nel 2023 a 67 anni e cinque mesi; aumento di due, tre mesi che scatterà per ogni due anni.

Si irrigidiscono anche i requisiti per avere l'assegno sociale, destinato a cittadini italiani, comunitari ed extra-comunitari, purchè tutti residenti in Italia e in evidenti condizioni di difficoltà economica, che se oggi si fermano a 65 anni e 3 mesi, nel 2016 saliranno a 66 anni e 7 mesi, nel 2019 a 66 anni e 11 mesi, nel 2021 a 67 anni e due mesi, e nel 2023 a 67 anni e cinque mesi.

Le conseguenze negative della riforma pensioni Fornero si evincono anche dal paradosso delle disponibilità finanziarie esistenti per il pensionamento dei lavoratori usuranti che, in realtà, non possono andare in pensione visto l’aumento dell’età per uscire deciso dalla legge pensionistica attuale che non ha considerato, insieme alla scuola, neanche la particolare condizione lavorativa di usuranti e precoci.

Serve dunque intervenire, presto, prima che continui questo processo di innalzamento dell’età per andare in pensione. Del resto, lo stesso commissario straordinario dell'Inps Vittorio Conti ha chiesto maggiore flessibilità in uscita per “rendere più equa la nuova architettura, anche se il sistema previdenziale italiano risulta in equilibrio e le ultime Riforme delle Pensioni sembrano funzionare”.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il