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Pensioni uomini e donne Governo Renzi: riforma, novità per sistema contributivo da estendere agli uomini e sbloccare anno prossimo

Estendere il sistema contributivo anche agli uomini e prolungarlo nel tempo: vantaggi e benefici per uscite anticipate e nuovi risparmi




Tra interventi su baby pensioni, pensioni integrative e di reversibilità e invalidità, tra l’introduzione di una nuova no tax area per i pensionati, l’aumento delle pensioni più basse e l’introduzione del contributo di solidarietà sulle pensioni più alte, nonché piani di uscita anticipata, che siano però a costo zero, una delle misure allo studio del governo per modificare l’attuale riforma pensioni è quella dell’estensione del sistema contributivo per tutti, uomini e donne.

Si tratta, infatti, di un meccanismo in vigore solo per le donne fino al 2015, in particolare per le donne lavoratrici pubbliche, visto che per le autonome questa possibilità è già terminata la scorsa primavera. L’estensione dell’opzione contributivo per tutti permetterebbe il prepensionamento a chi lo desiderasse a costo zero per lo Stato, visto che implicherebbe penalizzazioni pesanti.

Per andare infatti in pensione prima, a 57 anni e 3 mesi d’età per i dipendenti e a 58 anni e 3 mesi per gli autonomi, con 35 anni di contributi, bisogna infatti accettare di calcolare la propria pensione solo con metodo contributivo, rinunciando così alla pensione contributiva. Questo si tradurrebbe in una pensione tagliata del 25-30% rispetto ad una calcolata con sistema retributivo.

Ecco, dunque, che questi tagli servirebbero non solo a permettere l’uscita anticipata, e di conseguenza una spinta al lavoro considerando che i posti lasciati liberi dai prepensionati potrebbero essere occupati da nuovi giovani in cerca di occupazione, ma anche ad accumulare risparmi nel lungo periodo. La proposta, che si auspica verrà inserita nella prossima Legge di Stabilità, dovrebbe prevedere l’allargamento di questo sistema anche agli uomini.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il