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Pensioni ultime notizie riforma Governo Renzi: due aspetti su cui intervenire fondamentali come in Europa sono già stati cambiati

Come cambiare la riforma pensioni Fornero tra taglio tasse e sistemi di uscita anticipata: le novità possibili allo studio del governo




Una riforma pensioni Renzi improntata su maggiore flessibilità in uscita, revisione di baby pensioni e pensioni di invalidità e integrative, un aumento degli assegni minimi: queste le novità e ultime notizie che emergono dopo mesi che il governo lavori su meccanismi di uscita anticipata da inserire, possibilmente, nella prossima Legge di Stabilità. La verità si scoprirà dopo il varo del nuovo Def, il documento di economica e finanza, che precede la stesura della Legge di Stabilità, con risorse che daranno il via all’approvazione degli interventi eventuali previsti.

Due, dunque, le strade da percorrere per intervenire sull’attuale riforma pensioni: diminuire la tassazione, con conseguente aumento delle pensioni più basse, così come accaduto solo qualche giorno fa in Francia, dove il premier Valls ha annunciato un aumento di 40 euro al mese per assegni che non superino i 1.200 euro; nonché forme di uscita anticipata e flessibile, a fronte di penalizzazioni, come, invece, accaduto in Germania, dove prima dell’estate è stata approvata una nuova riforma pensionistica che permette di andare in pensione prima e offre maggiori tutele alle lavoratrici che diventano mamme.  

E’ importante pensare ad un taglio delle tasse in una Italia dove “Nel 2014 un pensionato medio perderà 1.419 euro di potere d’acquisto rispetto al 2008. Sono oltre 118 euro in meno al mese, sottratti a consumi e ai bilanci delle famiglie, che sempre più spesso sono sostenuti proprio dai pensionati, diventati durante la crisi pilastri del welfare familiare”, come detto da Marco Venturi, presidente di Confesercenti.

Venturi spiega: “Siamo l’unico Paese dove i pensionati pagano, in proporzione, più tasse di quando erano attivi. Accade così che il pensionato subisca un maggior prelievo rispetto al dipendente e che tale extra imposta sia più forte tanto più la pensione è bassa. Nel resto d’Europa non è così; anzi, avviene il contrario. In tutti i Paesi, a parità di reddito, un pensionato paga in misura inferiore del dipendente”.

In Italia, si potrebbero, dunque, percorrere la strada di una no tax area per i pensionati, con conseguente aumento di 80 euro anche per le pensioni, o altri bonus; e quella di approvazione di un piano di uscita anticipata, fra quelli proposti (quota 100, prestito pensionistico, uscita a 62 anni con 35 anni di contributi, sistema contributivo, ad oggi il più accreditato), per permette ad alcuni lavoratori di uscire prima dal lavoro, lasciando, al contempo, il posto libero per nuovi giovani oggi disoccupati che riuscirebbero così a trovare lavoro, proprio quando il tasso di disoccupazione, soprattutto giovanile, continua a salire, diventando sempre più allarmante.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il