BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Pensioni ultime notizie riforma Governo Renzi: nuove indicazioni positive da Padoan, Poletti, Premier nonostante crisi economcia

Premier Renzi e ministro Padoan e Poletti tornano a parlare di possibili modifiche riforma pensioni e nuove risorse eventuali da usare. La situazione




Solo domenica scorsa Matteo Renzi ha parlato di un tesoretto di circa un miliardo e mezzo di euro da utilizzare per welfare e previdenza, ed ora la conferma di queste risorse che potrebbero essere reimpiegate soddisfacendo le richieste di quanti in questi mesi hanno chiesto interventi sull’attuale riforma pensioni, con piani di uscita anticipata magari, arriva anche dal ministro dell’Economia Padoan, che ha inoltre spiegato, secondo le novità e ultime notizie, come se il pareggio di bilancio venisse spostato al 2017 si avrebbero ulteriori fondi e risorse.

Il nuovo Def, infatti, prevede il pareggio di bilancio nel 2017, liberando così importanti risorse. Padoan ha spiegato che “La crescita negativa e l'inflazione vicina allo zero sono circostanze eccezionali per le quali nel quadro delle regole europee è immaginabile un rallentamento del processo di aggiustamento del saldo strutturale che avverrà in misura positiva, ma ridotta rispetto a quanto immaginato nel Def di aprile”. Bisognerà aspettare un bel po’ per tornare a crescere e, soprattutto, per arginare il dilagante fenomeno della disoccupazione, senza considerare la deflazione crescente.

E’ chiaro, dunque, come la situazione economica sia ancora molto negativa e in questo quadro bisognerà capire dove dovranno essere impiegati i soldi annunciati da Renzi e Padoan se, come anticipato, su ammortizzatori sociali o se si potranno impiegare anche per le pensioni, magari aumentando gli assegni più bassi, e dando, di conseguenza nuova spinta a economica e consumi, visto che gli italiani pensionati sono ben 16 milioni, la maggior parte dei quali vive con meno di mille euro al mese; o pensando davvero a sistemi di uscita anticipata dal lavoro per sostenere, di contro, i giovani senza lavoro e che con i prepensionamenti dei lavoratori più anziani avrebbero maggiori possibilità occupazionali.

Ed è in questo contesto che il ministro del Lavoro Poletti torna a ribadire la necessità di eliminare le penalizzazioni per chi decide di andare in pensione prima dei 62 anni. Si tratta di un'idea lanciata già qualche settimana fa e che prevede di eliminare, almeno fino al 2017, le penalizzazioni per i lavoratori che hanno raggiunto l’anzianità contributiva (42 anni e 6 mesi gli uomini, 41 anni e 6 mesi le donne) prima dei 62 anni. Bisognerà definire o meno questa misura nella prossima Legge di Stabilità.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il