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Pensioni ultime notizie Governo Renzi: riforma, TFR subito negli stipendi. I rischi e i problemi. Quali potrebbero essere

Erogare metà del Tfr in busta paga: l’annuncio della misura dal premier Renzi ma possibili conseguenze. Quali gli effetti negativi?




Erogare metà del Tfr, il 50% nella busta paga dei lavoratori, anche se non è ben chiaro se l’intenzione del governo sia quello di erogarlo in una sola volta o mensilmente, si tratta comunque della nuova misura annunciata che, nonostante alcune remore, potrebbe rientrare nella prossima Legge di Stabilità e che è stata studiata come possibile sistema di rilancio dell’economica, giacchè si erogherebbero assegni più alti con ulteriori risorse da spendere in consumi.

L’ipotesi è stata presentata dallo stesso premier Renzi ospite domenica scorsa a ‘Che tempo che fa’ di Fabio Fazio su Rai Tre, definita da alcuni un intervento decisamente negativo, soprattutto per le piccole e medie imprese che già scarseggiano di liquidità. Ma non solo: il Tfr serve per finanziare la previdenza complementare e la sanità integrativa, per cui, come spiegano dal Tesoro, insieme al problema di liquidità delle imprese, nascerebbe anche un problema sociale.

E rimane inoltre da capire in che modo la misura che permetterebbe di far ripartire i consumi, secondo Renzi, sarà tassata. Senza considerare gli altri effetti negativi che produrrebbe, come minori risorse per Inps e fondi pensione.

Secondo, infatti, Valerio Colleoni, segretario generale aggiunto della Cisl Lecco Monza “le attuali norme sulle pensioni prevedono un sistema contributivo, che se non verrà modificato, produrrà nuovi poveri fra 20-30 anni, finanziariamente e politicamente dopodomani. La misura che propone il primo ministro Matteo Renzi usa invece i soldi dei lavoratori, che adoperano le imprese o che vanno all’Inps, per dare l’impressione di poter spendere di più oggi e di essere più poveri domani. Il governo non sa che i lavoratori assunti dopo il 28 aprile del 1993 possono lasciare tutto il Tfr ai fondi pensione integrativi. E che questa è la strada per garantire pensioni integrative che permetteranno una vita dignitosa ai futuri anziani”.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il