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Pensioni anzianità e vecchiaia Governo Renzi: riforma, novità positive ancora da Padoan, Poletti e Premier su modifiche

Possibili nuovi interventi in Legge di Stabilità su previdenza e welfare dopo nuovo Def 2015: quali i possibili cambiamenti da mettere in atto?




Previdenza e welfare: dopo le diverse riforma già varate dal governo Renzi o per cui è ancora aperta la consultazione pubblica, come nel caso di riforma della Giustizia e della Scuola, ora l’esecutivo si concentra sulle novità pensioni, richiamato dal Fondo Monetario Internazionale, che ha definito necessario intervenire su sistema pensionistico e sanità, visto che le pensioni in Italia sono troppo costose, e allarmato dagli ultimi dati Inps che confermano questi costi elevati.

E così il premier Renzi, nel salotto serale di Fabio Fazio a ‘Che tempo che fa’, ha annunciato la disponibilità di risorse del valore di un miliardo e mezzo di euro che potranno essere impiegate, forse, anche per intervenire sulla riforma pensioni, anche se non si sa seguendo quale strada. Probabilmente si procederà con un aumento degli assegni pensionistici più bassi o altri bonus, come paventato già tempo fa dal ministro Padoan, il qualche ha anche sottolineato come, se, come stimato dal nuovo Def 2015, il pareggio di bilancio passasse al 2017 si potrebbero ottenere ancora nuove risorse.

“La crescita negativa e l'inflazione vicina allo zero sono circostanze eccezionali per le quali nel quadro delle regole europee è immaginabile un rallentamento del processo di aggiustamento del saldo strutturale che avverrà in misura positiva, ma ridotta rispetto a quanto immaginato nel Def di aprile” ha detto il ministro dell’Economia, ma pur in un quadro non certo positivo e di incertezza, a paventare nuovi interventi nella prossima Legge di Stabilità, Poletti.

Il ministro del Lavoro rilancia sulla proposta di cancellazione delle penalizzazioni per chi sceglie di lasciare il lavoro prima dei 62 anni, misura che potrebbe essere sperimentale almeno fino al 2017. Attualmente le penalizzazioni colpiscono i lavoratori che hanno maturato i contributi pensionistici richiesti, e cioè 42 anni e 6 mesi per gli uomini e 41 anni e 6 mesi per le donne, ma che decidono di andare in pensione senza raggiungere i 62 anni.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il