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Pensioni ultime notizie Governo Renzi: riforma, nuovo Commissario INPS è Treu. Cosa può cambiare

Tiziano Treu nuovo commissario Inps: cosa cambierà per le pensioni e anche lui favorevole a maggiore flessibilità. Ma con quali sistemi?




Intervenire sulla riforma pensioni permettendo uscite anticipate e flessibili: questo l'orientamento del governo, condiviso dalle forze poltiche, e che già aveva trovato appoggio dall'ex ministro del Lavoro Tiziano Treu, che già ai tempi del precedente governo quando era ministro Enrico Giovannini, si era detto favorevole nel “Dare la possibilità ai lavoratori di scegliere se anticipare la pensioni o ricevere un assegno più consistente”. Ma riteneva fosse necessario pensare a meccanismi per evitare che questa sistema potesse pesare sui bilanci pubblici.

Ed ora che si torna a parlare di uscita anticipata per una riforma pensioni Renzi, Treu appena nominato nuovo Commissario dell’Inps, dal ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, di concerto con il ministro dell’Economia Padoan, noto per aver introdotto in Italia il lavoro interinale e altre forme contrattuali di lavoro atipico, punterà a regolarizzare la governance dell’Inps.

Ma non solo uscite anticipate, per cui, del resto, anche l’ex Commissario Inps ha più volte ribadito di esserne favorevole, e maggiore flessibilità. Treu nelle sue recenti dichiarazioni ha spiegato “Sulla questione dell’anticipo Tfr in busta paga credo che ci siano sia pro che contro: in un momento come questo avere qualche soldo in più in busta paga può rappresentare un incentivo ai consumi, ma di contro il Tfr dovrebbe servire a rimpinguare le pensioni, ma così non assolverebbe più a questa funzione”.

“Altro problema è che le piccole imprese in realtà usano il Tfr per finanziarsi. Il mio nome legato al pacchetto che introduce la flessibilità, ma nel 1997 eravamo in un altro millennio, il lavoro interinale era stato legittimato in tutta Europa. I lavori interinali in Italia sono l’1%.”

E sul bonus degli 80 euro, Treu spiega: “Dare 80 euro ai lavoratori non è una partita di giro. Altra cosa progressista è parlare di salario minimo. Se si dà un lavoro deve essere decente, con un salario minimo di base. Se la disoccupazione è a questi livelli è perchè sono dieci anni che non investiamo. Di chi è la colpa? Di Renzi? Attualmente gli ammortizzatori non tutelano un milione di persone e costerebbe circa 2 miliardi abolire le forme anomale di contratto: anche questa è una cosa di sinistra. Per tornare ai livelli occupazionali del 2008 bisognerebbe creare 2 milioni di posti di lavoro”.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il