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Pensioni anzianità e vecchiaia riforma Governo Renzi: novità e modifiche con nuovo Commissario INPS Treu

Treu nuovo commissario Inps e maggiore flessibilità in uscita ed estensione bonus 80 anche ai pensionati: le novità pensioni possibili




E’ stato nominato Commissario dell’Inps, al posto di Vittorio Conti, Tiziano Treu, ex ministro del Lavoro, pronto a guidare l’Istituto di previdenza, probabilmente, con una governance diversa, probabilmente intervenendo su quelle modifiche alla riforma pensioni attuale pensate dal governo Renzi, probabilmente continuando ad essere favorevole, così come aveva dichiarato ai tempi del governo Letta, ad una maggiore flessibilità pensionistica purchè i piani di uscita anticipata siano studiati in modo tale da non incidere sui conti pubblici.

E fondamentalmente ciò che si sta studiando da mesi ormai sono piani proprio a costo zero che, prevedendo una serie di penalizzazioni, non dovrebbe chiedere né risorse a Stato o Inps, né incidere sul bilancio dei conti pubblici. E chissà se la posizione di Treu continuerà ad essere quella anche condivisa dall’ex Vittorio Conti che più volte ha ribadito la necessità di una riforma pensioni Renzi basata proprio su una maggiore flessibilità in uscita.

Treu è, del resto, il principale artefice di diverse riforma di lavoro e pensioni e probabilmente potrebbe guidare anche questa nuova ‘marcia’ verso l’uscita anticipata tanto auspicata; lui che ha introdotto il metodo di calcolo contributivo e il requisito anagrafico con 35 anni di contributi; lui che, da ministro del Lavoro del Governo Prodi nel 1997, ha dato vita al ‘pacchetto Treu’, abolendo il collocamento pubblico obbligatorio, introducendo il lavoro interinale e nuove forme contrattuali.

Treu commenta anche l’ipotesi di estensione del bonus di 80 euro anche ai pensionati che percepiscono pensioni basse e sul bonus oggi in vigore per i dipendenti: “Dare 80 euro ai lavoratori non è una partita di giro. Altra cosa progressista è parlare di salario minimo. Se si dà un lavoro deve essere decente, con un salario minimo di base. Se la disoccupazione è a questi livelli è perchè sono dieci anni che non investiamo. Di chi è la colpa? Di Renzi? Attualmente gli ammortizzatori non tutelano un milione di persone e costerebbe circa 2 miliardi abolire le forme anomale di contratto: anche questa è una cosa di sinistra. Per tornare ai livelli occupazionali del 2008 bisognerebbe creare 2 milioni di posti di lavoro”.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il