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Pensioni ultime notizie riforma Governo Renzi: nuove dichiarazioni e interventi Poletti, Sacconi, Padoan, Treu, Sacconi

Cosa potrebbe cambiare per la riforma pensioni con presentazione nuova Legge di Stabilità di ottobre. Nuove interventi e richieste forse politiche e sociali




Sta per avvicinarsi il momento della presentazione della nuova Legge di Stabilità e con essa gli interventi del governo volti al rilancio della nostra economica in grave crisi. Ma l’attesa è alta soprattutto per quegli interventi auspicati sull’attuale riforma pensioni che possano, una volta per tutte, chiudere partite importanti, come quella di esodati e pensionandi dela scuola di Quota 96, nonché rendere più equo ed equilibrato il sistema previdenziale. E le novità potrebbero arrivare non solo vista la disponibilità, annunciata dallo stesso premier Renzi, di risorse per il valore di un miliardo e mezzo di euro, ma anche sulla scia della nuova nomina del Commissario Straordinario dell’Inps, Tiziano Treu.

Già ministro del Lavoro, già fautore di quelle riforma che hanno portato alla nascita del lavoro interinale e delle diverse forme contrattuali, nonché del cosiddetto ‘pacchetto Treu’, il nuovo Commissario Inps dovrebbe continuare il suo lavoro ripartendo da quanto lasciato dall’ex Conti, percorrendo, dunque, la strada di una maggiore flessibilità pensionistica, purchè l’uscita anticipata non incida sul bilancio pubblico; di bonus o comunque aumenti per le pensioni più basse.

E’ la strada condivisa dal ministro dell’Economia Padoan che, pur avendo preso le distanze da un eventuale abbassamento dell’età pensionabile come accaduto in Germania, guarda favorevolmente tanto all’estensione degli 80 euro anche per i pensionati quanto un taglio delle tasse sulle pensioni, che, vista l’alta pressione fiscale sulle stesse, si sta rendendo necessario. Eppure, durante la presentazione del nuovo Def, il documento di economia e finanza, rivisto e approvato ufficialmente, non si fa alcun riferimento sulla riforma delle pensioni ed eventuali novità e modifiche, ma vi sono elementi importanti che potrebbero permettere delle modifiche.

Il primo, come detto, è lo stanziamento di 1,5 miliardi di euro da impiegare in previdenza e welfare; il secondo è lo spostamento del pareggio di bilancio al 2017, slittamento che permetterebbe lo sblocco di nuove coperture. Nell’attesa di sapere cosa riporterà effettivamente la Legge di Stabilità, la Commissione Lavoro ha approvato un dl del ministro Poletti per la salvaguardia di 32.100 esodati. Soddisfatto Cesare Damiano che ha commentato: “Ottima l’approvazione definitiva, al Senato, della sesta salvaguardia per gli esodati. In totale sono oltre 170.000 lavoratori salvaguardati con un impegno di spesa di 11,6 miliardi di euro. Ora bisogna proseguire per mettere al sicuro altri lavoratori rimasti senza reddito e introdurre un criterio di flessibilità nel sistema pensionistico. La legge di Stabilità rappresenta l’occasione per affrontare questo problema”.

Commenti positivi sulla soluzione per nuovi esodati anche da Sacconi: “Grazie a tutti i gruppi parlamentari la commissione Lavoro del Senato ha potuto approvare in via definitiva il provvedimento sugli esodati. Ora faremo una ricognizione sui residui casi non risolti nel mentre approfondiremo con il governo i modi con cui rendere flessibile il sistema previdenziale ed incentivare i versamenti volontari del lavoratore e del suo datore di lavoro”. Ma le novità non finiscono qui, perché nella prossima Legge di Stabilità potrebbe arrivare un altro provvedimento, sempre proposto dal ministro del Lavoro Poletti.

Si tratta della possibilità di cancellare, fino al 2017, le penalizzazioni  previste per chi decide di andare in pensione anticipata prima dei 62 anni di età. Poletti in merito ha precisato: “Ci sarà un approfondimento su alcune criticità nell'accesso alla pensione anticipata nella Legge di Stabilità”. Dalla parte della flessibilità in uscita senza penalizzazioni anche Domenico Proietti, segretario confederale Uil, che, in vista della prossima Legge di Stabilità, ha chiesto al governo di pensare ad un taglio delle tasse sulle pensioni e una maggiore flessibilità in uscita senza penalizzazioni.

Proietti ha spiegato: “Noi pensiamo che in occasione della Legge di stabilità ci debba essere un intervento molto preciso e deciso da parte dell’esecutivo, che faccia seguito agli annunci degli ultimi mesi. Riteniamo che bisogna reintrodurre un principio di flessibilità: proponiamo un range tra i 62-70 anni entro il quale il lavoratore può scegliere, in base a tante esigenze, come ad esempio la tipologia di lavoro (usurante o meno) e lo stato di salute, come andare in pensione. Questo consentirebbe anche di portare finalmente a soluzione il problema degli esodati, che ha trovato una positiva risposta negli ultimi due anni grazie alla mobilitazione del sindacato, ma che riguarda ancora un consistente numero di persone che hanno diritto a una risposta. Se il lavoratore va in pensione a 62 anni, con il sistema contributivo, avrà versato meno contributi e dunque prenderà meno di pensione. Non ci può essere certo un ulteriore danno”.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il