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Pensioni ultime notizie riforma Governo Renzi: la situazione e le prospettive della settimana

In vista della nuova Legge di Stabilità tutti gli interventi al vaglio del governo per intervenire sulla riforma pensioni. Uscita anticipata e non solo




Dopo le nuove riforme presentate e in attesa di approvazione, il governo si concentra sulla prossima Legge di Stabilità? Quali saranno i nuovi interventi che dobbiamo aspettarci tra qualche settimana? Sicuramente sarà confermato il bonus di 80 euro in busta paga dei dipendenti, ma sicuramente si attendono anche interventi sulla riforma pensioni attuale. Anche se non c’è certezza del fatto che arriveranno davvero. Continuano comunque a piovere proposte di cambiamento e richieste, le ultime arrivate da Domenico Proietti, segretario confederale Uil, che, che, insieme a Cgil e Cisl, chiede al governo maggiore flessibilità in uscita, senza penalizzazioni, e un sistema di detassazione sulle pensioni.

Proietti ritiene infatti che nella “Legge di Stabilità ci debba essere un intervento molto preciso e deciso da parte dell’esecutivo, che faccia seguito agli annunci degli ultimi mesi. Riteniamo che bisogna reintrodurre un principio di flessibilità: proponiamo un range tra i 62-70 anni entro il quale il lavoratore può scegliere, in base a tante esigenze, come ad esempio la tipologia di lavoro (usurante o meno) e lo stato di salute, come andare in pensione. Questo consentirebbe anche di portare finalmente a soluzione il problema degli esodati, che ha trovato una positiva risposta negli ultimi due anni grazie alla mobilitazione del sindacato, ma che riguarda ancora un consistente numero di persone che hanno diritto a una risposta. Se il lavoratore va in pensione a 62 anni, con il sistema contributivo, avrà versato meno contributi e dunque prenderà meno di pensione. Non ci può essere certo un ulteriore danno”.

E la sua proposta ripropone fondamentalmente la novità avanzata dal ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, qualche settimana fa, che aveva parlato di una possibile eliminazione delle penalizzazioni per chi va in pensione prima dei 62 anni avendo, però raggiunto i requisiti contributivi (41 anni e sei mesi per le donne e 42 e sei mesi per gli uomini) ma solo in via sperimentale fino al 2017, proposta su cui si deve effettivamente ancora discutere, ma che sarà probabilmente difficile da approvare, per i costi che comporterebbe.

Il ministro dell’Economia Padoan vi è molto attento: ha aperto ad aumenti delle pensioni minime, ad un bonus anche per i pensionati, ad un taglio delle tasse, ma ha chiuso alla possibilità di abbassare l’età pensionabile perché l’Italia, secondo lui, non è pronta, come la Germania, a sobbarcarsi questo cambiamento. Per di più, durante la presentazione ufficiale del nuovo Def, il ministro non ha fatto riferimento ad interventi sulle pensioni, ma da alcune novità spiegate vi potrebbero essere margini di intervento, dalla disponibilità annunciata dal premier stesso, per esempio, di nuove risorse, allo slittamento del pareggio di bilancio al 2017, il che libererebbe nuove risorse.

Ma diverse sono state le proposte di intervento sulle pensioni piovute in questi giorni e non solo di uscita anticipata: con la nomina di Treu nuovo Commissario Straordinario dell’Inps, si continuerà a lavorare sull’onda di quanto proposto da Conti, visto che anche il nuovo commissario di dice favorevole ad una maggiore flessibilità in uscita a patto che non incida in negativo sui conti pubblici, ma Renzi ha anche pensato ad interventi più incisivi di riforma del sistema previdenziale a partire da pensioni integrative, baby pensioni e pensioni di invalidità e reversibilità; via libera all’ipotesi di concedere aumenti, bonus, sullo stile della metà del 50% del Tfr in busta paga dei dipendenti, o gli 80 euro anche ai pensionati che percepiscono pensioni minime; alla riduzione delle tasse, visto che i pensionati italiani sono risultati i più tartassati d’Europa.

Gli esempi da seguire potrebbero essere quelli di Germania (dove è stata abbassata l’età pensionabile) e Francia (dove sono state aumentate le pensioni fino 1.200 euro di circa 40 euro per sostenere anche la ripresa dei consumi). Ma bisognerà capire come e se anche il nostro Paese può aire seguendo queste strade.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il