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Pensioni ultime notizie riforma Governo Renzi: modifiche e cambiamenti appoggiati da fonti straniere oltre che italiane

Riforma pensioni e cambiamenti possibili in vista della prossima Legge di Stabilità: quali i segnali positivi che spingono a rinnovamenti




Qualcosa si farà, la situazione è del resto molto chiara: si chiedono interventi da più fronti sulla riforma pensioni Renzi e dopo tanti annunci e promesse non si può continuare a prendere tempo. A sostenere la necessità di modifiche all’attuale sistema previdenziale anche il nuovo commissario straordinario Inps, Tiziano Treu, favorevole ad una maggiore flessibilità purchè non vengano intaccati i conti pubblici. Ma i sistemi di uscita anticipata studiati dalle varie forze politiche non implicano impiego di risorse perché sono a costo zero, permettendo la possibilità di uscita prima dal lavoro ma solo a fronte di penalizzazioni.

E in vista della presentazione della nuova Legge di Stabilità, arrivano novità e ultime notizie positive sui possibili cambiamenti sul fronte previdenziale: innanzitutto nel nuovo Def non sono previste nuove tasse, ma anzi, il premier Renzi ha annunciato nuove risorse del valore di quasi due miliardi di euro da investire in previdenza e welfare, e nuovi fondi deriverebbero anche dallo slittamento del pareggio di bilancio al 2017.

Importante anche l’approvazione, solo qualche giorno fa, della nuova salvaguardia per un nuovo esercito di esodati, e diventano, in tutto, salgono a 170.230 i lavoratori che potranno andare in pensione con le vecchie regole pensionistiche. La nuova salvaguardia vale per  lavoratori in mobilità, autorizzati alla prosecuzione volontaria della contribuzione; lavoratori in congedo per assistere soggetti con disabilità; lavoratori cessati dal servizio per la scadenza naturale di un contratto a tempo determinato o per accordi con il datore.

Il ministro del Lavoro Poletti si è poi impegnato a ribadire l’impegno per far rientrare nella prossima Legge di Stabilità modifiche che garantiscano un’uscita anticipata ma non solo: servono anche interventi di rilancio del’economia, con un aumento delle pensioni minime, un bonus, sulla scia degli 80 euro in busta paga per i dipendenti pubblici, o l’estensione di una no tax area per coloro che percepiscono fino a 13mila euro.

I pensionati sono caricati da una forte pressione fiscale, l'aumento delle addizionali locali ha ridotto il potere di acquisto soprattutto per i 7,4 milioni di pensionati, il 44% del totale, molti dei quali vivono in condizioni di povertà quasi, con una pensione inferiore a 1.000 euro lordi mensili, secondo quanto emerge dal rapporto sul potere di acquisto delle pensioni realizzato dal Cupla in collaborazione con il Cer- Centro Europa ricerche. Questo il motivo per cui il Cupla ritiene che per riportare equità sia necessaria l’estensione di una no tax area ad almeno 13.000 euro.

E gli esempi d’Europa, come Germania e Francia, che hanno rispettivamente abbassato l’età pensionabile e aumentato le pensioni minime, pur trovandosi la Francia quasi come l’Italia in una situazione di crisi economica, potrebbero rappresentare una nuova spinta al cambiamento previdenziale in Italia.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il