BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Pensioni anzianità e vecchiaia Governo Renzi: riforma, novità sollecitate e appoggiate dall'estero oltre che politica italiana

Cambiare la riforma pensioni in Italia seguendo gli esempi di Germania e Francia? Cosa sarà possibile fare in Italia con prossima Legge di Stabilità?




Gli esempi di cambiamento arrivano da Germania e Francia, nella nostra stessa Europa, due Paesi che hanno deciso di cambiare il loro sistema previdenziale, rendendolo più flessibile e prevedendo aumenti delle pensioni minime. Mentre infatti il governo tedesco ha deciso di permettere ai suoi lavoratori di andare in pensione prima, in Francia il premier Valls ha annunciato, solo qualche settimana fa, l’aumento di 40 euro per gli assegni pensionistici che arrivano fino a 1.200 euro.

Non tantissimo, ma un incentivo che potrebbe dare nuova spinta ai consumi, e segno che il governo sta effettivamente lavorando per migliorare e sostenere una buona qualità della vita dei pensionati. Si tratta di una categoria che in Italia non vive decisamente bene, e ad accertarlo sono gli ultimi dati che riguardano soprattutto la pressione fiscale cui sono sottoposti, troppo alta fra blocco dell’indicizzazione delle pensioni e aumenti delle addizionali locali; troppo alta soprattutto se si pensa che su 16 milioni di pensionati italiani, la maggior parte vive con meno di mille euro al mese, una cifra con cui è impossibile sostenere tutte le spese previste.

E, insieme a questa condizione di difficoltà economica, c’è da considerare per coloro che sono prossimi alla pensione, che l’irrigidimento dei requisiti imposti dalla legge Fornero, non li ha certamente aiutati. Anzi, diverse categorie di lavoratori, usuranti e precoci in prima fila, sono stati fortemente penalizzati dall’entrata in vigore delle norme della riforma pensioni Fornero, e l’auspicio è che qualcosa cambia realmente con la prossima Legge di Stabilità.

Il ministro Poletti ha ribadito la volontà di inserirvi modifiche per garantire l’uscita anticipata dal lavoro, sempre però prevedendo penalizzazioni; e del resto, l’approvazione della nuova salvaguardia per nuovi esodati lascia ben sperare sul fatto che il governo possa muoversi nella giusta direzione, soprattutto considerando le nuove risorse annunciate da Renzi (circa un  miliardo e mezzo), nonché i nuovi fondi derivanti dallo spostamento del pareggio di bilancio al 2017.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il