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Pensioni Governo Renzi ultime notizie: riforma, proposte contributivo, 62 anni e 35 contributi, prestito, quota 100 realizzabili

Le ipotesi di cambiamento alla riforma pensioni più accreditate attualmente in vista della prossima Legge di Stabilità




Estensione del sistema di uscita anticipata con metodo contributivo anche per gli uomini, prestito pensionistico, uscita con Quota 100, uscita anticipata con 62 anni di età e 35 anni di contributi: questi piani di intervento sulla riforma pensioni per garantire maggiore flessibilità in uscita a tutti i lavoratori che lo richiedessero, soprattutto a coloro, come usuranti e precoci, fortemente penalizzati dall’entrata in vigore delle norme Fornero che hanno aumentato i requisiti di accesso pensionistico, non considerando la particolarità dei loro impieghi.

Errore commesso anche con i lavoratori della scuola, il cui comparto era regolato da norme ad hoc che l’ex ministro Fornero non ha tenuto in considerazione, dando vita al caso dei Quota 96 ancora in attesa della pensione a due anni dal raggiungimento dei requisiti pensionistici necessari per lasciare.

Ora si vuol dare ai lavoratori la possibilità di andare in pensione prima, con forme di uscita sostenibili e che, a fronte della facoltà di scegliere se andare o meno in pensione prima dei 66 anni oggi previsti, prevede penalizzazioni, per cui risultano piani a costo zero e che nel lungo periodo, nel caso del sistema contributivo soprattutto, permetterebbero addirittura risparmi per lo Stato.

E infatti sembra che l’ipotesi di modifica per una riforma pensioni Renzi più accreditata sia quella dell’opzione contributivo donna già esistente da estendere a tutti, vale a dire anche agli uomini. Ipotesi più accreditata innanzitutto perché si tratterebbe di una semplice proroga di un sistema già esistente, valido finora solo per le donne, che dovrebbe solo essere spostato e non definito del tutto e da far entrare in vigore.

Ma un’altra misura al vaglio sembrerebbe anche quella ultima proposta dal ministro del Lavoro Poletti di cancellazione delle penalizzazioni per chi decide di andare in pensione prima dei 62 anni, misura che però potrebbe interessare solo determinate categorie di lavoratori, visto che questo meccanismo prevederebbe comunque dei costi che, allo stato attuale, potrebbero essere compensati con quelle risorse disponibili dopo l’approvazione ufficiale del nuovo Def.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il