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Quota 96: novità, ultime e ultimissime notizie oggi mercoledì 8 Ottobre

Nuove risorse possibili da poter utilizzare per il pensionamento dei Quota 96 della scuola: possibili novità in arrivo con Legge di Stabilità?




Possibili novità e soluzioni per i Quota 96 della scuola nella prossima Legge di stabilità? Viste le delusioni precedenti in merito, si affievoliscono le speranze in tal senso ma l'auspicio che il governo faccia davvero qualcosa di concreto per risolvere la situazione dei 4mila pensionandi della scuola resiste. Nell’attesa del nuovo sciopero generale della scuola, proclamato per venerdì prossimo 10 ottobre, Laura Puppato del Pd ha presentato, infatti, una nuova interrogazione parlamentare con cui chiede di chiudere la partita Quota 96 utilizzando le risorse del sistema Sec2010, nuovo sistema europeo dei conti nazionali e regionali in sostituzione del Sec95, che, controllando con maggiore attenzione l’andamento delle economie, definisce le eventuali risorse da utilizzare.

E, per quanto riguarda l'Italia, dovrebbe liberare risorse da 1,5 a 3 miliardi, che potrebbero essere benissimo impiegate per mandare finalmente in pensione docenti e lavoratori Ata che attendono il congedo da quasi tre anni ormai, pur avendo maturato già i requisiti per accedere alla pensione.  

L'interrogazione della Puppato è stata sottoscritta anche dalla senatrice Spilabotte che ha precisato: “Ritengo che sia un dovere di tutti noi correggere un grave errore tecnico della cosiddetta riforma Fornero, che ha escluso dal diritto maturato di andare in pensione circa 4000 lavoratori del comparto scuola tra docenti e personale ATA nati nel 1951 e 1952. Poichè il Governo su questa questione ha più volte assunto impegni per giungere ad una soluzione del problema e considerato che la correzione dell'errore tecnico comporta una spesa di 400 milioni di euro, distribuibili su più annualità, visto che il nuovo sistema di calcolo del Pil, detto Sec2010, realizzato in accordo dai diversi sistemi statistici europei, secondo il quale l’Istat sta rivedendo i conti italiani, provocherebbe un miglioramento del rapporto deficit/PIL di 0,2 punti percentuali, passando dall’attuale 3% al 2,8% liberando risorse (si stima da 1,5 a 3 miliardi) con l’interrogazione si chiede al Ministro se non ritenga di dover investire parte di queste nuove risorse liberate per correggere l’errore e garantire dei diritti a dei cittadini oggi gravemente danneggiati dallo Stato”.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il