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Indulto e Amnistia: Napolitano, Bernardini, Capece, Orlando nuovi interventi e dichiarazioni

Nuovi interventi sul dibattito su indulto e amnistia: il presidente Napolitano torna a ribadire la necessità di approvazione delle misure di clemenza




Si attende ancora la presentazione del testo unico sui quattro ddl su indulto e amnistia e mentre continua lo scontro politico in merito, torna a farsi sentire il presidente della Repubblica Napolitano, il primo a ribadire la necessità di approvazione delle misure di clemenza per risolvere in tempi brevi il problema dell'emergenza carceraria nel nostro Paese. Nonostante, infatti, il decreto svuotacarceri, i dati sul sovraffollamento delle nostre carceri sono ancora allarmanti, per cui bisogna agire in maniera diversa.

Napolitano ha infatti detto: "Ci sono ormai nuove ragioni di attualità e non rinviabilità dei problemi di riforma della giustizia", tornando a lanciare un nuovo appello per l'approvazione delle misure di indulto e amnistia. Il ministro della Giustizia Orlando, però, parla dei problemi per l'approvazione di tali misure che risultano piuttosto impopolari, considerando, inoltre, che non ne è favorevole nemmeno il premier Renzi.   

Secondo il segretario generale del Sappe, Donato Capece, il tema del sovraffollamento carcerario in Italia, è piuttosto “grave, insostenibile, pericoloso e stressante”, e la segretaria dei Radicali Italiani, Rita Bernardini, favore dei provvedimenti di amnistia e indulto, ha parlato del rigetto dei ricorsi da parte della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, e ha spiegato che “nel respingere 19 ricorsi provenienti dall’Italia, la Corte ha detto di non avere prove per ritenere che il rimedio preventivo e quello compensativo introdotti dal governo con i decreti legge 146/2013 e 92/2014, non funzionino”.

Secondo la Bernardini, “I rimedi previsti dal governo italiano non solo sono umilianti per chi ha subito trattamenti equiparabili alla tortura, ma nemmeno funzionano per come è organizzata oggi la Magistratura di sorveglianza, inadeguata persino a rispondere alle istanze di ordinaria amministrazione avanzate dalla popolazione detenuta. Toccherà ancora una volta a noi e alle associazioni del mondo penitenziario armarsi di non violenza e di molta precisione e pazienza per impedire che la peste italiana della negazione di diritti umani fondamentali si diffonda anche in Europa”.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il