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TFR anticipato in busta paga: calcolo aumento stipendio di quanto e come funziona. Problemi per imprese e Governo Renzi

Rilanciare consumi ed economia con Tfr in busta paga: ogni lavoratore avrà facoltà di scelta se ricevere l’anticipo del Tfr o meno. La novità




Rilanciare consumi ed economia con più soldi nelle buste paga dei lavoratori: questo l’obiettivo del premier Renzi con la sua proposta di erogazione della metà del Tfr del singolo lavoratore nelle buste paga mensili. Renzi ha infatti dichiarato: “che ha detto Mi piacerebbe che dal prossimo anno i soldi del Tfr andassero subito in busta paga”. Lo scopo è quello di aumentare il potere di acquisto dei lavoratori che avrebbero a disposizione maggiori risorse da impiegare nei consumi.

Sull’ipotesi allo studio del governo del trasferimento del 50% del Tfr nelle buste paga dei dipendenti, il presidente di Confindustria Squinzi ha detto: “E' una situazione molto complessa. Poi bisogna vedere quale drenaggio in termini di liquidità verrà fuori sulle imprese”. Si tratta, in realtà, di una misura sperimentale ma che non dovrebbe essere imposta a tutti. Ogni lavoratore, infatti, potrebbe dover avere la possibilità di decidere se ricevere il 50% del proprio Tfr in busta paga o meno, continuando dunque a riscuoterlo, come attualmente accade, una volta conclusa la sua vita lavorativa.

Per capire quanto l’erogazione di parte del Tfr inciderà sulle buste paga dei lavoratori, prendiamo il caso di un dipendente che guadagna 15mila euro lordi all'anno e ogni anno destina 1.100 euro di Tfr. Decidendo di percepire il 50% di questa somma in busta paga, avrebbe un aumento di 550 euro lordi all'anno, che sarebbero circa 45 euro al mese. Se su tale cifra fosse applicato un regime fiscale agevolato del 9-15% l’aumento netto sarebbe di circa 470-500 euro all'anno, circa 40 euro al mese.

Chi, invece, guadagna 45mila euro lordi all’anno e ogni anno mette da parte 3.300 euro di Tfr, con il 50% di in busta paga avrebbe un aumento di 1.650 euro lordi all'anno, circa 135 euro al mese, che con la tassazione agevolata del 9-15%, si tradurrebbe in un aumento netto di circa 1.400-1500 euro all'anno, circa 120 euro al mese.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il