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Pensioni ultime notizie Governo Renzi: riforma, fondi ci sono per cambiamenti ma sembrano destinate ad altro

Nuove risorse finanziarie da Def e spostamento di pareggio di bilancio al 2017: come utilizzare nuovi fondi tra welfare e pensioni?




Un miliardo e mezzo ricavato dopo la presentazione del nuovo Def (documento di economia e finanza); nuove risorse derivanti dallo spostamento del pareggio di bilancio fino al 2017, e possibili risorse derivanti dai risparmi di determinati piani di uscita anticipata che potrebbero permettere al lavoratore di andare in pensione prima permettendo allo Stato, sul lungo termine, di accumulare nuovi risparmi, come il sistema contributivo per tutti. Ecco, dunque, che ci sono le risorse finanziarie necessarie per poter intervenire con qualche cambiamento fino a poco tempo fa negato a causa della mancanza di soldi.

Bisogna tuttavia capire, ora che è nota tale disponibilità, come utilizzare questi fondi, se per il welfare, come inizialmente annunciato dal premier Renzi che avrebbe voluto investirli in ammortizzatori sociali, o  per le pensioni, e quindi per rispondere a quanti chiedono una maggiore flessibilità in uscita o per permettere, finalmente, il pensionamento dei 4mila lavoratori della scuola di Quota 96 ancora in attesa di risposte e soluzioni concrete da parte del governo, considerando che solo qualche giorno fa è stata approvata la sesta salvaguardia per nuovi esodati.

Incita all’utilizzo di tali risorse per il congedo dei Quota 96 la senatrice del Pd Laura Puppato. La senatrice ha in realtà presentato una nuova interrogazione, in cui ha chiesto al ministro dell’economia Padoan di utilizzare il nuovo metodo di rilevazione internazionale del Prodotto interno lordo, il cosiddetto modello SEC 2010, per modificare gli indicatori economici e consentire ai governi accumulare risparmi per le emergenze.

Ed effettivamente le risorse disponibili attualmente, considerando che piani di uscita anticipata presentati, da prestito pensionistico, a sistema contributivo, ad uscita a 62 anni con 35 anni di contributi, sono a costo zero e prevedono penalizzazioni, potrebbero essere certamente utilizzate per risolvere le emergenze sociali ancora attuali nel nostro Paese.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il