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Tasi prima casa, seconda casa, casa in affitto: calcolo e come funziona. Chi paga, regole, istruzioni

Anche gli inquilini in case non di proprietà sono chiamati a pagare la Tasi per un quota variabile fra il 10% e il 30% della somma totale. Oltre alla prima casa, seconda casa e gli altri immobili. Vediamo come funziona.




C'è tempo fino al 16 ottobre 2014 per pagare la prima rata della Tasi sulla prima casa, seconda casa, terreni, negozi e capannoni e tutti gli altri tipi di immobili. Quest'anno laTasi si dovrà pagare anche sulle case in affitto con la variante importante che l'imposta è a carico sia del possessore che dell'utilizzatore dell'immobile ovvero degli inquilini in affitto. La percentuale varia in base alla città fra il 10% e il 30% dell'importo complessivo. Occorre dunque far riferimento alle delibere delle singole amministrazioni comunali.

Fra gli strumenti messi a disposizione dal web per conoscere la somma da pagare c'è anche il nostro simulatore, presente in questa pagina. I passaggi da seguire sono pochi e immediati e il sistema fornisce anche il modello F24 da stampare.

Basta inserire alcuni dati sull'immobile - comune, rendita catastale, aliquota IMU, quota di possesso, eventuale inagibilità o inclusione nella categoria di immobili storici, mesi di possesso e presenza di eventuali pertinenze - e sull'intestatario - numero conviventi cointestatari e figli conviventi con meno di 27 anni - e i calcoli sono presto fatti.

Proviamo a fare alcuni esempi, a Roma l'aliquota Tasi è al 2,5 per mille. Per la rendita catastale fino a 450 euro è prevista una detrazione di 110 euro; per la rendita da 451 a 650 euro la detrazione è di 60 euro; per la rendita da 651 a 1.500 euro la detrazione è di 30 euro.

Anche a Milano l'aliquota è al 2,5 per mille e il capitolo della agevolazioni è molto variegato: con la rendita catastale fino a 300 euro la detrazione è di 115 euro a prescindere dal reddito; a salire è legata al reddito Irpef di 21.000 euro così modulati: 112 euro per rendite fino a 350 euro; 99 euro per rendite tra i 351 e i 400 euro; 87 euro per rendite da 401 e 450 euro; 74 euro per rendite da 451 a 500 euro; 61 euro per rendite da 501 a 550 euro; 49 euro per rendite da 551 a 600 euro; 24 euro per rendite da 601 a 700 euro. Le detrazioni sono maggiorate di 20 euro, fino a un massimo di 60 euro per ogni figlio minore di 26 anni.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il