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Pensioni ultime notizie riforma Governo Renzi: tutti i partiti sono d'accordo su queste proposte.

Forze politiche concordi su necessità modifiche riforma pensioni: ma cosa di farà realmente con prossima Legge di Stabilità? Trovate le risorse finanziarie




Mentre Matteo Salvini della Lega conferma per la prossima primavera 2015 il referendum per l’abrogazione della riforma pensioni Fornero, tutte le forze politiche, dopo gli ultimi moniti internazionali e gli ultimi dati allarmanti su spesa pensionistica in Italia e andamento del nostro sistema previdenziale, sono d’accordo sulla necessità di modificare l’attuale legge pensionistica, all’insegna soprattutto della flessibilità, con piani di uscita anticipata, ma anche prevedendo aumento delle pensioni più basse, come hanno ribadito ultimamente Berlusconi, Brunetta e Sacconi di Forza Italia.

Sono invece divise sull’introduzione del contributo di solidarietà sulle cosiddette pensioni d’oro, per cui sarebbe incerta anche l’asticella delle pensioni su cui applicare il prelievo, sistema da alcuni contrastato, tra cui lo stesso premier Renzi, ma che in realtà contribuirebbe ad accumulare nuovi risparmi che, come ulteriori risorse annunciate dopo la presentazione del nuovo Def ufficiale, potrebbero essere reimpiegati nella previdenza stessa e proprio per garantire uscite anticipate.

E in questo contesto di dibattiti e discussioni torna attuale la proposta, di qualche tempo fa, di Giorgia Meloni che prevederebbe il cumulo di tutte le pensioni, comprese quelle integrative e complementari, fino ad un tetto di 5mila euro lordi che corrisponde a circa 3.300 euro netti. La Meloni auspica inoltre il ricalcolo delle pensioni con sistema retributivo per la verifica della differenza che si creerebbe qualora fossero state liquidate con il sistema contributivo.

Dalla parte della flessibilità, con proposte per una riforma pensioni Renzi più equa e giusta il ministro Poletti Poletti, Cesare Damiano, e il sottosegretario Baretta, che da mesi ormai parlano di  necessità di “Intervenire sui buchi lasciati aperti dalla riforma Fornero”, nonché di assicurare ai lavoratori la possibilità di andare in pensione prima rispetto ai requisiti oggi richiesti, da molti ritenuti troppo rigidi, con uscite che magari prevedano penalizzazioni, come l’uscita anticipata a 62 anni con 35 anni di contributi, o con prestito pensionistico da restituire, in modo da non costare nulla a Inps e Stato.

Ci si chiede, dunque, cosa si aspetta per interventi concreti sulle pensioni, visto che a seguito della revisione del Pil, del nuovo Def presentato e dello spostamento del pareggio di bilancio al 2017, sarebbero ora disponibili maggiori risorse da impiegare per modifiche e novità che possano soddisfare le richieste di tutti e cambiare la previdenza italiana rendendola più sostenibile? C’è da capire quali siano le vere intenzioni del governo Renzi per la prossima Legge di Stabilità.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il