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Pensioni anzianità e vecchiaia Governo Renzi: riforma, novità che trovano la convergenza di tutti i partiti. Ecco quali sono

Ipotesi, sistemi di uscita anticipata a costo zero e con penalizzazioni, nuove risorse da utilizzare: quali i reali interventi pensioni nella nuova Legge di Stabilità?




Maggiore flessibilità, uscita anticipata per modificare la riforma pensioni attuale, ma anche aumento delle pensioni minime: sono le proposte di intervento sul sistema previdenziale attuale che stanno mettendo d’accordo le diverse forze politiche, divise, al momento, solo sull’eventuale introduzione del contributo di solidarietà, che non trova il favore nemmeno dello stesso premier Renzi secondo cui non sono pensioni d’oro quelle di 2, 3 mila euro al mese. Al massimo si potrebbe pensare all’introduzione di questo prelievo su pensioni che arrivano ai 5mila euro al mese.

A prescindere da questo ‘pomo della discordia’, la riforma pensioni Renzi dovrebbe prevedere sistemi di uscita anticipata, con penalizzazioni, in modo da non incidere sui conti pubblici, da non prevedere l’impiego di risorse aggiuntive, ma permettere ai lavoratori di andare in pensione, su base volontaria, prima di raggiungere i 66 anni oggi richiesti dalla legge Fornero. I sistemi allo studio, e che tanti auspicano vengano inseriti nella prossima Legge di Stabilità, riguardano prestito pensionistico, da restituire una volta maturati gli attuali requisiti di accesso alla pensione; uscita anticipata a 62 anni con 35 anni di contributi e penalizzazioni crescenti; uscita con quota 100 ed estensione del sistema contributivo anche agli uomini.

E sembra quest’ultima l’ipotesi migliore su cui poter lavorare, innanzitutto perché si tratta di una normativa già esistente, l’opzione contributivo donna, che dovrebbe essere solo prorogata ed estesa anche agli uomini e in secondo luogo perché, oltre a garantire la possibilità di andare in pensione prima a tutti, lavoratori e lavoratrici, dipendenti e autonome, permetterebbe anche risparmi nel lungo periodo che deriverebbero dai tagli agli assegni pensionistici finali di chi sceglie di calcolare la propria pensione con calcolo contributivo e non retributivo.

A sostenere, da sempre, flessibilità e uscita anticipata gli esponenti del Pd, da Cesare Damiano, al sottosegretario Baretta, al ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, che ha ribadito il suo impegno a pensare a modifiche nella prossima Legge di Stabilità. E considerando il reperimento di nuove risorse, ci si chiede ora quali saranno gli interventi che il governo realizzerà davvero.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il