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Tasi: calcolo, come funziona detrazioni e aliquote con casi particolari ed esenzioni

Come effettuare il calcolo Tasi per pagamento del prossimo 16 ottobre: le aliquote deliberate, modalità e casi particolari da considerare




Si paga su tutti gli immobili, a differenza dell’Imu, dunque, su prime case e relative pertinenze, seconde case, ville, case di lusso, terreni, uffici, capannoni, negozi, aziende e fabbricati rurali; si paga in due rate, acconto e saldo; e, novità, pagano anche gli inquilini. Funziona così la nuova Tasi, tassa sui servizi indivisibili che ogni Comune assicura ai propri cittadini, dalla pulizia delle strade, alla manutenzione di illuminazione pubblica e parchi, che insieme a Imu e Tari sui rifiuti costituisce la Iuc, Imposta Unica Comunale.

La Tasi si paga il 16 ottobre, o meglio, pagano l’acconto della tassa i cittadini di quei Comuni come Bari, Milano, Roma, Padova, Prato, Cesena, Trieste, Firenze, Como, Monza, Pavia, Perugia, Messina, Lecce, Foggia, Campobasso, Potenza, Catanzaro, Verona, Reggio Calabria, Catania, Cuneo, Ascoli Piceno, Palermo, L’Aquila, che non hanno deliberato le nuove aliquote entro lo scorso maggio ma entro il 18 settembre. Per chi vive in quelle città che non sono riuscite a deliberare le nuove aliquote entro settembre, allora pagherà in un’unica soluzione il 16 dicembre, giorno di pagamento del saldo per tutti gli altri.

Per sapere quanto versare di Tasi, si parte dalla stessa base dell’Imu, la rendita catastale, che si rivaluta del 5%, si moltiplica il risultato per il coefficiente dell’immobile, e si applicano le aliquote comunali. I singoli Comuni hanno deliberato aliquote sulle prime case dal 2,5 per mille al 3,3 per mille, a seconda che abbiano aumentato l’aliquota al massimo dello 0,8 per mille; e su seconde case e tutti gli altri immobili (terreni, capannoni, uffici, negozi, aziende) dal 10,6 per mille all’11,4 per mille.

Se il Comune le ha deliberate, all’importo Tasi previsto bisognerà applicare le detrazioni, solitamente stabilite in base al valore della rendita catastale o dell’Isee. Una volta calcolata la Tasi da pagare, una quota dell’importo dovrà essere, come detto, pagata dagli inquilini. A chi vive in affitto, però, spetta il pagamento di una percentuale dell’importo totale compresa tra il 10 e il 30%. La restante cifra dovrà essere pagata dai proprietari.

Se gli inquilini non pagano, non saranno i proprietari a doverne rispondere. La Tasi dovrà essere poi interamente pagata dal coniuge cui, in seguito a separazione o cessazione del matrimonio, il giudice ha deciso di assegnare la casa. L’altro coniuge non avrà alcun obbligo di pagamento. Si paga la Tasi anche sugli immobili di proprietà di anziani e disabili che hanno la residente in strutture sanitarie e case di cura, e la tassa sarà calcolata in questo caso in base all’aliquota stabilita da ogni Comune.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il