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Pensioni donne e uomini riforma Governo Renzi: novità e modifiche si possono fare seppur risorse destinati altrove

Quali interventi reali su riforma pensioni attuale con nuove risorse finanziarie disponibili? Saranno aumentati gli assegni minimi?




La spesa pensionistica italiana risulta decisamente elevata tanto il Fondo Monetario Internazionale ha chiesto al governo Renzi di agire su pensioni e sanità, e la pressione fiscale sui pensioni risulta troppo alta, tanto che i pensionati italiani sarebbero i più tartassati di tasse e i più poveri d’Europa, secondo gli ultimi dati del Cer, Centro Europa Ricerche. Quasi la metà dei pensionati italiani vivrebbe, infatti, in condizioni economiche estremamente critiche, con un disagio sociale e un impoverimento che dall’inizio della crisi è fortemente peggiorato.

Inoltre, secondo i dati del Cer, circa il 44 % dei pensionati percepisce un assegno mensile inferiore ai mille euro lordi. Si tratta di 7,4 milioni di persone, che prima dell’inizio della crisi economico-finanziaria vivevano abbastanza bene ma che dal 2008 hanno visto precipitare velocemente la qualità della loro vita.

E a questa condizione già drammatica si aggiunge il peso delle tasse, sempre più insostenibili. Ed ecco perché tra gli interventi sulla riforma pensioni annunciati, si rileva, soprattutto nelle parole del premier Renzi, la volontà di voler aumentare le pensioni più basse, o estendere il bonus di 80 euro anche ai pensionati che percepiscono assegni minimi o pensare ad altri bonus.

Del resto, dopo le nuove risorse disponibili annunciate dallo stesso premier, circa un miliardo e mezzo di euro, e i nuovi fondi derivanti dallo spostamento del pareggio di bilancio al 2017, vi sarebbero le risorse finanziarie necessarie per intervenire in tal senso, sostenendo, al contempo, una generale, seppur lenta magari, ripresa dei consumi, visto che il grande popolo dei pensionati avrebbe più soldi da spendere.

Per mettere in atto quei piani di uscita anticipata da mesi ormai proposti per una riforma pensioni Renzi, non servirebbero risorse in più, giacchè si tratta di meccanismi, tutti a costo zero, da sistema contributivo per uomini e donne, a prestito pensionistico, a uscita anticipata a 62 anni con 35 anni di età e penalizzazioni, che non richiederebbero l’intervento di ulteriori fondi economici. Il che significhi che i soldi disponibili potrebbero essere effettivamente impiegati per aumento delle pensioni più base, nonché per eventuali soluzioni di pensionamento per i Quota 96 della scuola.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il